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“Diffondere la cultura in questo luogo è una grande occasione per Arpino” – il commento di Gianluca Quadrini, all’indomani del sopralluogo presso la sede della Fondazione Mastroianni.

L’edificio che ospita la sede della Fondazione Marstroianni è stato, nella giornata di ieri, oggetto di sopralluogo da parte di tecnici e del Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini. Erano presenti il geometra della provincia di Frosinone, Pierluigi Scaccia, il presidente della Proloco di Arpino ,il dottor  Luciano Rea, l’ingegnere Antonio Sardellitti, presidente dell’associazione Terra di Cicerone, il nuovo Presidente della Fondazione Mastroianni, la dottoressa Francesca Casinelli e l’architetto Maurizio Mastroianni, membro del CDA. Il sopralluogo ha interessato tutto l’edificio, dall’area museale della Fondazione agli spazi oggi non utilizzati. Si sono verificate le esatte condizioni strutturali e valutate le possibili soluzioni per gli ambienti che oggi risultano chiusi. “Il patrimonio culturale della città di Arpino oltre ad essere un fiore all’occhiello e un’eccellenza del nostro territorio è conosciuto e apprezzato anche al di fuori nel suolo provinciale.” Commenta Gianluca Quadrini. “Siamo la terra di Cicerone, la terra dell’arte e della lingua latina. Conserviamo un patrimonio inestimabile che non si può non pensare di diffonderlo anche nel resto del mondo.
Il sopralluogo, al quale ho personalmente assistito, è stato fondamentale per raccogliere l’istanza di trasformare questo edificio come centro nevralgico della divulgazione della lingua latina. Gli spazi che oggi non sono utilizzati, devono diventare delle vere e proprie aule multimediali dove poter seguire corsi di lingua latina, riconosciuti, da ogni parte del mondo. In un mondo scolastico sempre più digitale anche l’insegnamento delle lingue classiche deve ormai tenere conto degli strumenti multimediali.”
Dall’aspetto innovativo, Gianluca Quadrini passa all’analisi del patrimonio storici. L’edificio, infatti ospita al suo interno delle cantine secolari.
“In tutto questo non dobbiamo tralasciare l’aspetto storico, la sua conservazione e la sua valorizzazione. La presenza di cantine risalenti al 1200/1300 rendono l’edificio unico nel suo genere. Al loro interno si potrebbero ospitare delle mostre, permanenti, legate al nostro territorio, mostre di arte povera che testimoniano gli antichi mestieri, di prodotti tipici, coinvolgendo la cittadinanza intera. Ricordiamo che senza la memoria storica una comunità perde la sua identità. Il mio intento, invece è di dare vita a questa struttura affinchè diventi l’immagine bella di Arpino.
Per questo, mi farò portavoce, al livello provinciale, di questa occasione per Arpino perché per la mia città, ma anche per il territorio circostante, è una grande traguardo in termini di crescita, sviluppo e benessere.”

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