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Le due fiere che posticipavano a Piglio le feste padronali quella di San Lorenzo dell’11 agosto e quella della Madonna delle Rose del 31 ottobre a chiusura dei festeggiamenti in questi ultimi anni stanno scomparendo.
Una tradizione da sempre conosciuta per la vendita non solo di prodotti casalinghi, delle piantine la fiera di merci e bestiame era importante anche per la vendita dei. recipienti in legno per il vino, barili, tini, botti occupando con le bancarelle il suolo delle strade provinciali e vicinali del Paese.
Le due fiere evidenziavano l’importanza del commercio ambulante ed, inoltre, permettevano momenti di socializzazione non solo tra adulti, ma anche tra ragazzi e bambini per l’acquisto di giocattoli, capi di vestiario, dolci e frutta secca e leccornie varie.
Purtroppo oggi le fiere in generale stanno scomparendo perché si preferisce andare nei mercari e nei centri commerciali ove si trova di tutto e di più.
La fiera della Madonna delle Rose del 31 ottobre, secondo una a consuetudine consolidata nel tempo, ognuno poteva vendere gli animali di cui si voleva disfare.
Un ruolo importante per la vendita degli animali da cortile, asini, vacche, pecore lo avevano i “sensali”, che cercano di piazzare qualsiasi cosa facendo così contenti, per l’affare fatto, sia il venditore che il compratore,
Tutto questo, ormai, è solo un ricordo e come tutte le favole…
C’erano una volta le fiere di merce e bestiame a Piglio!
Giorgio Alessandro Pacetti

Di sgtest

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