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Anche quest’anno i visitatori potranno ammirare nella cornice di squisita povertà francescana lo spettacolo tenerissimo del presepio costruito con mezzi di fortuna, ma non senza una propria eleganza e particolarità alla fine degli anni ’50 dal compianto P. Quirico Maria Pignalberi OFM Conv., ora venerabilee successivamente custodito dagli “amici del presepe” che ne curano la manutenzione ordinaria.
La struttura di questo presepio è in relazione alla grotta dove è rappresentata la nascita di Gesù con Maria e Giuseppe, oltre l’asinello ed il bue.
I movimenti dei personaggi e le varie fasi anche dell’alba del giorno e della notte erano sincronizzati da meccanismi ad orologeria, essendo stato P. Quirico un buon orologiaio.
Ora con l’avvento di nuove tecnologie sono collegati al computer.
Nel fondo della grotta è rappresentato l’Empireo o cielo in cui è presente il Padre, da cui si irradiano dei raggi di luce continua, come segno dell’eternità.
Prima di giungere a Gesù, vi sono ancora due cieli aperti, che richiamano la simbologia del Paradiso dantesco:1° cielo, 2°cielo e 3° cielo o Empireo.
I movimenti dei personaggi della grotta sono significativamente espressivi.
Gesù, si eleva leggermente dalla culla e allargando le braccia sembra compiere un gesto di accoglienza, verso quanti lo visitano.
Maria, apre le braccia come segno di stupore e congiunge le mani in preghiera. Giuseppe, umilmente s’inchina ed adora l’Emmanuele.
Le figure dei vari personaggi richiamano in larga parte i mestieri artigianali degli anni 50-60 delle nostre zone.
Le fasi alterne dell’aurora del giorno e della notte, richiedono un po’ di attesa, in quanto scandiscono diversi movimenti. In ultimo c’è il simpatico personaggio che ringrazia ed augura un Santo Natale a quanti pongono l’offerta.
I visitatori, inoltre, potranno fare poi una visita davanti al sepolcro del suo ideatore presso la Cappella del Sacro Cuore all’estremità orientale del complesso francescano.
Questa figura di Santo religioso nobilita ulteriormente il sacro colle che vide nel 1200 i prodigi di santità di San Francesco e del Beato Andrea Conti, che nel 1400 accolse i resti di Benedetto da Piglio, il più insigne tra gli umanisti laziali, e che nel 1725 fu scelto dal popolo pigliese come luogo dove elevare uno stupendo tempio barocco alla memoria dello stesso Beato e del martire Lorenzo.
Angelo Di Giorgio custode del convento di san Lorenzo insieme al “comitato del Beato Andrea Conti” e al “gruppo della Milizia dell’Immacolata ven. P. Quirico Pignalberi”, sono pronti ad accogliere di nuovo i numerosi visitatori per far gustare loro un angolo di Paradiso ed il conforto di una parola di pace e bene.
La visita al presepe potrà essere effettuata, dietro richiesta, tutti i giorni fino al 1° febbraio 2024 festa liturgica del Beato Andrea Conti.
Giorgio Alessandro Pacetti

Di sgtest

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