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Il 2023 ha visto la Polizia Postale e delle Comunicazioni porre in campo mirate attività volte a fronteggiare i complessi scenari legati ai crimini informatici.

In particolare l’impegno della Specialità è stato costantemente indirizzato negli ambiti della prevenzione e contrasto alla pedopornografia online, alla protezione delle infrastrutture critiche di rilevanza nazionale, al financial cyber crime e a quelle relative alle minacce eversivo-terroristiche, riconducibili a forme di fondamentalismo religioso e di estremismo politico ideologico, anche in contesti internazionali.

 

CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDOPORNOGRAFIA ONLINE (C.N.C.P.O.)  

In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno 2023 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati in danno di minori.

Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento nazionale nella lotta alla pedofilia e pornografia minorile online.

A fronte di un numero complessivo di casi in diminuzione, non sembra ridursi il rischio per bambini e preadolescenti di essere oggetto di attenzioni sessuali da parte di adulti, mentre sono online, guardando i loro video preferiti e giocando ai videogiochi. Le denunce relative ai casi di adescamento online, infatti, raccontano di un numero di casi in lieve flessione, più alto per le fasce di potenziali vittime che non superano i 13 anni. Giova ancora evidenziare come si tratti di bambini e ragazzi che non dovrebbero avere accesso ai social e che dovrebbero essere puntualmente sorvegliati dai genitori, proprio perché particolarmente fragili per la tenera età.

Nell’anno in corso si è rilevato un incremento dei casi di sextortion, considerato negli ultimi anni un evidente fronte di rischio per i minori. In passato era appannaggio del mondo degli adulti, attualmente coinvolge frequentemente gli adolescenti, in particolare, in modo preoccupante, ragazzi tra i 15 e i 17 anni.

Fondamentale è l’azione che il C.N.C.P.O. svolge nell’ambito della prevenzione, attraverso la continua e costante attività di monitoraggio della rete, per limitare la circolazione di foto e video a sfondo sessuale realizzati con l’utilizzo di minori degli anni 18.

Nell’anno che si sta concludendo sono stati visionati e analizzati 28.265 spazi web, di cui 2.739 inseriti in black list e oscurati, in quanto presentavano contenuti pedopornografici.

Altrettanto importante è il lavoro di contrasto effettuato dal Centro e dalle articolazioni territoriali della Specialità. L’impegno e la preparazione delle donne e degli uomini della Polizia Postale hanno permesso, nel 2023, di deferire 1.224 soggetti.

PEDOPORNOGRAFIA E ADESCAMENTO ONLINE 2022* 2023**
Persone indagate 1459 1224
Siti in Black List 2662 2739
* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

Adescamento online

 

Nel 2023 è stato rilevato un lieve calo dei casi di adescamento on line, confermando però in larga parte il coinvolgimento di minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Infatti, la fascia dei preadolescenti è quella che maggiormente ha avuto interazioni sessuali tecno-mediate, 206 rispetto ai 351 casi totali.

Persiste il lento incremento dei casi relativi a bambini adescati di età inferiore ai 9 anni, trend che sta diventando più consistente in seguito all’avvicinamento precoce agli strumenti informatici dei bambini più piccoli. I minori sotto i 9 anni di età, adescati in rete nel periodo di rifermento sono stati 31, pari al 9% dei casi trattati dalla Polizia Postale.

Social network e videogiochi online sono i luoghi di contatto tra minori e adulti più frequentemente teatro delle interazioni nocive, a riprova ulteriore del fatto che il rischio si concretizza con maggiore probabilità quando i bambini e i ragazzi si esprimono con spensieratezza e fiducia, nei linguaggi e nei comportamenti tipici della loro età.

Cyberbullismo 

L’analisi dei dati di cyberbullismo ha confermato la diminuzione dei casi dovuta alla normalizzazione delle abitudini dei ragazzi, non si può escludere che il ritorno ad una vita sociale priva di restrizioni abbia avuto un’influenza positiva sulla qualità delle interazioni sociali, delle relazioni tra coetanei e che la costante opera di sensibilizzazione svolta dalla Polizia Postale così come da altre istituzioni e organizzazioni del terzo settore, presso le strutture scolastiche, abbia mantenuto alta l’attenzione degli adulti e dei ragazzi stessi sulla necessità di agire responsabilmente e correttamente in rete.

Nel 2023 sono stati trattati 284 casi di cyberbullismo. Di contro, è stata registrata una flessione del numero dei minori segnalati all’Autorità Giudiziaria, 104 rispetto ai 127 dello scorso anno.

CYBERBULLISMO 2022* 2023**
Casi trattati vittime 0-9 anni 17 8
Casi trattati vittime 10-13 anni 87 71
Casi trattati vittime 14-17 anni 219 205
TOTALE 323 284
* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

  2022* 2023**
Minori denunciati per Cyberbullismo 127 104
* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

Sextortion 

Nell’anno di riferimento è stato registrato un incremento dei casi di sextortion in danno di minori, passando dai 130 casi del 2022 ai 136 registrati nel 2023. Il fenomeno, che di solito colpisce gli adulti in modo violento e subdolo, spesso fa leva su piccole fragilità ed esigenze personali, minacciando, nel giro di qualche click, la tranquillità delle persone.

Questo reato sta coinvolgendo sempre più spesso vittime minorenni, con effetti lesivi potenziati, quali la vergogna e la frustrazione che si ingenera per la difficoltà nel gestire la diffusione di immagini intime magari legate ad una precoce sessualità.

 La maggior parte dei casi riguarda minori di età compresa tra i 14 e i 17 anni, prevalentemente maschi.

 

C.N.C.P.O. – ATTIVITÀ DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Si riportano di seguito, le attività investigative di maggior rilievo del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online:

Operazione “Shadow Man”) L’unità sotto copertura del Centro Nazionale Contrasto alla Pedopornografia Online ha eseguito una custodia cautelare in carcere, nei confronti di un cinquantenne, produttore di materiale di pornografia minorile, per anni attivo nella comunità virtuale pedofila The Love Zone (TLZ), ove si era distinto per il significativo contributo apportato, in termini di materiale pedopornografico, anche autoprodotto.

L’operazione trae origine da complesse e lunghe indagini svolte sul Darkweb in collaborazione con Europol e la polizia britannica (Online CSA Covert Intelligence Team – OCCT). L’uomo, conosciuto con lo pseudonimo di Shadow, per oltre un decennio era riuscito ad eludere le indagini e rimanere anonimo, continuando nel mentre le condotte di violenza sessuale aggravata, commessa ai danni di minori di anni 10; associazione per delinquere finalizzata alla diffusione di pratiche di pedofilia, alla condivisione di notizie utili all’adescamento di minori e allo scambio, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’utente rappresentava un high value target internazionale nell’ambito delle indagini delle polizie di tutto il mondo impegnate in attività sotto copertura online nel contrasto alla pornografia minorile all’interno delle citate comunità pedofile virtuali.

Arresto di un cittadino di origine turca per produzione e detenzione di materiale pedopornografico Personale della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano ha eseguito, congiuntamente al personale del C.N.C.P.O., la perquisizione nei confronti di un soggetto di nazionalità turca. Lo stesso inviava ad un suo connazionale immagini a contenuto pedopornografico su Twitter. Dall’analisi delle suddette immagini veniva identificato il figlio infante dell’indagato, il quale veniva sottoposto ad abusi sessuali registrati con dispositivi digitali. L’attività si è conclusa con l’esecuzione della misura cautelare in carcere nei confronti del padre della vittima.

Operazione “Fast and done” Nel mese di agosto u.s., personale del C.N.C.P.O. – Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale di Roma ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione per detenzione e diffusione di materiale di pornografia e violenza sessuale su minore emesso dall’Autorità giudiziaria capitolina nei confronti di un 36enne.

L’indagine trae origine da una segnalazione del collaterale australiano relativa a un utente del Dark Web, verosimilmente riconducibile al territorio italiano. Da ulteriori riscontri venivano collegate all’indagine due segnalazioni ricevute dal C.N.C.P.O.  nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia. Dall’incrocio dei dati oggetto di tutte le citate segnalazioni sono emersi elementi allarmanti circa un attuale pericolo concreto di abusi sessuali perpetrati su un minore di anni 10, nonché in merito all’autoproduzione e alla diffusione di materiale di pornografia minorile. Nel corso della perquisizione, richiesta ed eseguita in urgenza, sono stati rinvenuti oltre 20.000 files, che hanno consentito di procedere all’arresto in flagranza di reato per produzione, divulgazione e detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico e per violenza sessuale aggravata, ai danni di un minore.

Operazione “Ciaoamigos” Nel mese di settembre u.s., il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha coordinato l’esecuzione di 6 decreti di perquisizione delegati dalla Procura della Repubblica di Salerno nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili di detenzione e diffusione di materiale di pornografia minorile. L’indagine, condotta in modalità sotto copertura sul portale ciaoamigos.it dal personale della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Salerno, è scaturita su impulso del C.N.C.P.O., a seguito della segnalazione di un cittadino tramite il Commissariato di P.S. Online. L’operazione ha coinvolto, nella fase esecutiva, gli Uffici di Specialità della Campania, Toscana, Calabria, e Lombardia.

Operazione “Lucignolo” Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale per il Piemonte e Valle D’Aosta, coordinato dal C.N.C.P.O. – Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale, ha svolto per diversi mesi un’attività sotto copertura su una nota applicazione di messaggistica, finalizzata all’individuazione di soggetti, dediti alla pubblicazione e divulgazione di materiale realizzato mediante sfruttamento di minori degli anni 18 e conclusasi nel decorso mese di ottobre. Oltre 100 investigatori cibernetici della Polizia di Stato sono stati impegnati in tutta Italia nell’esecuzione di 30 perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Torino.

Gli indagati, con l’utilizzo di accorgimenti tecnici volti al mantenimento dell’anonimato, scambiavano in rete materiale illecito di diversa natura, che documentava anche violenze sessuali. I provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria di Torino hanno consentito di denunciare 30 utenti, responsabili di aver condiviso in rete materiale, realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori, di cui 3 tratti in arresto in flagranza di reato per detenzione di ingente quantità di materiale di pornografia minorile.

Operazione “Seven” Gli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale per la Lombardia, dopo oltre un anno di indagini condotte in modalità “sotto copertura” sulla rete Internet, nel decorso mese di novembre hanno concluso un’indagine grazie alla quale sono stati identificati 29 soggetti che, sfruttando le potenzialità di una nota applicazione di messaggistica, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla produzione e alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati. Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale meneghina e coordinate dal C.N.C.P.O. – Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale di Roma, hanno impegnato più di 150 uomini della Polizia di Stato in oltre 20 province di 9 regioni italiane, consentendo di trarre in arresto 10 soggetti in flagranza di reato per detenzione di ingente quantità di materiale realizzato mediante l’utilizzo di minori di 18 anni e di denunciarne 16 in stato di libertà, nonché sequestrare numerosi telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social. Tra i membri del gruppo è stato possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti, riuscendo a individuare una vera e propria associazione a delinquere finalizzata ad acquisire e diffondere materiale pedopornografico.

Esecuzione 2 OCC per Live Distant Child Abuse Nel corrente mese di dicembre, personale del Centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia Online (C.N.C.P.O.), unitamente a quello della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Varese, ha eseguito due misure cautelari nei confronti di un uomo e una donna ritenuti responsabili di aver commesso – dietro corrispettivo in denaro – sessioni live di abusi sessuali su minori. Si tratta del c.d. Live Streaming Child Abuse. L’attività trae origine da un’indagine condotta dal C.N.C.P.O.  e scaturita da una segnalazione di operazioni sospette pervenuta, tramite Guardia di Finanza, dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, successivamente confermata da ulteriori informazioni ricevute dalla Polizia Postale dalla Homeland Security Investigation (HSI) nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia relativa ad un network di soggetti coinvolti nel Live Streaming Child Abuse. Gli abusanti, di nazionalità filippina, ricevevano versamenti da account PayPal riconducibili a utenti europei per poter assistere a spettacoli video in diretta, aventi a oggetto abusi sessuali su minori, commissionati sul momento dagli utenti interessati. Tra questi vi era anche un cittadino italiano che, tra il 2019 e il 2020, aveva effettuato pagamenti per acquistare filmati preregistrati e spettacoli in live streaming con protagonisti minori. Nel decorso mese di novembre, la Polizia Postale di Milano effettuava, una perquisizione domiciliare e informatica sui dispositivi in uso all’indagato, la cui analisi forense consentiva di far emergere evidenze probatorie a carico dell’indagato e della moglie di nazionalità filippina, la quale, nel periodo in cui viveva all’estero, faceva parte del citato network e offriva a pagamento sessioni di Live Streaming Child Abuse in danno dei due figli minori e permetteva l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, mentre per la moglie, madre di un infante, è stato previsto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di espatrio.

Operazione “Viper” Nel mese di dicembre il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha coordinato l’esecuzione, su tutto il territorio nazionale, di 57 decreti di perquisizione delegati dalla Procura della Repubblica di Venezia nei confronti di altrettanti indagati, nell’ambito del contrasto alla pedopornografia online. L’operazione ha coinvolto gli Uffici di Specialità delle Marche, Puglia, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia orientale e occidentale, Toscana, Liguria, Lombardia, Campania, Umbria, Abruzzo, Calabria, Lazio e Piemonte.

L’indagine, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Venezia e coordinata, anche sul piano internazionale, dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale, è scaturita dall’analisi dei dispositivi informatici sequestrati a un precedente indagato, tratto in arresto in flagranza, nell’ottobre 2022, per detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Nel corso della successiva analisi forense, è emerso che il soggetto era molto attivo sulla piattaforma Viber ed era iscritto a 42 gruppi e 247 canali dediti allo scambio di materiale realizzato mediante l’utilizzo di minori di 18 anni. I cospicui contenuti multimediali scambiati tra gli utenti, raffiguravano anche torture perpetrate in danno delle piccole vittime.

L’attività, condotta in modalità sotto copertura dal personale del COSC Veneto, ha consentito di identificare, oltre a numerosi utenti italiani, anche molteplici stranieri, riconducibili a 44 diversi Stati esteri, per i quali il C.N.C.P.O. ha proceduto ad attivare i canali di cooperazione internazionale di polizia, tramite Europol, Interpol e Ameripol, con i quali è stata pianificata una Joint Action, alla quale hanno aderito diversi collaterali, che, a partire dalla prossima settimana, daranno esecuzione ai provvedimenti delle rispettive AA.GG. nazionali. Le perquisizioni hanno consentito di arrestare 28 soggetti e di denunciarne in stato di libertà 24. 

CENTRO NAZIONALE ANTICRIMINE PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE

(C.N.A.I.P.I.C.)

Lo scenario aggiornato della minaccia cyber vede ormai stabilmente aggiungersi, ad una matrice puramente criminale, seppur presente, un’origine riconducibile anche ad attori statuali, conseguenza della estrema instabilità dello scenario geopolitico di riferimento.

Il conflitto russo-ucraino ha definitivamente dimostrato come, in epoca attuale, il dominio del cyberspazio abbia assunto una valenza fondamentale. Il dominio cibernetico è così divenuto nuova dimensione, spazio imprescindibile per lo sviluppo delle nuove guerre. Le offensive hacktiviste russe hanno mantenuto una significativa intensità dall’inizio del conflitto, in particolare sono state lanciate decine di offensive contro l’Ucraina e i Paesi NATO. Ad esempio, il gruppo hacker filorusso, NoName05, ha iniziato a lanciare una serie di offensive contro realtà italiane in segno di protesta contro la politica del nostro Paese, definita “russofoba”. Le offensive hanno impattato tra l’altro realtà governative, strutture del comparto sanitario, operatori del trasporto locale, istituti bancari e provider delle telecomunicazioni.

Allo stesso modo, rilevanti sono le proiezioni nel dominio cibernetico del conflitto Israele-Hamas. Sin dall’inizio del conflitto, infatti, gruppi hacker hanno iniziato a dirigere attacchi per compromettere le infrastrutture critiche israeliane, arrecare disservizi alla popolazione, estendendo le azioni ostili ai danni di infrastrutture di paesi occidentali, tra cui l’Italia, ritenuti vicini alla causa israeliana.

Le attività di indagine in questo particolare ambito risultano molto complesse, sia per l’assoluto livello tecnologico e quindi delle capacità tecniche degli attori, sia per la natura transnazionale dell’azione offensiva, che richiede, regolarmente, l’attivazione di canali di cooperazione internazionale. L’ostacolo primario è costituito dalla disomogeneità dei sistemi legislativi nazionali, soprattutto in tema di regole per l’acquisizione della prova digitale e in materia di data retention.

La Polizia Postale ha affinato le tecniche info/investigative, implementando l’attività informativa e di monitoraggio ad ampio spettro, esteso anche al darkweb.

Per mitigare gli effetti degli attacchi e svolgere un’azione incisiva, il C.N.A.I.P.I.C. del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni assume, per ciascuno dei maggiori incidenti di sicurezza, la guida degli accertamenti tecnico/investigativi, in supporto ai responsabili tecnici degli Enti attaccati, in sinergia con gli altri attori pubblici dell’architettura nazionale di cyber sicurezza.

Nell’anno in corso il C.N.A.I.P.I.C., sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, ha partecipato alla vasta operazione internazionale condotta dall’FBI, Europol ed Eurojust, che ha visto lo smantellamento di uno dei market underground più famosi noto come Genesis Market.

Tale attività ha portato all’emissione di 37 decreti di perquisizione personale, locale e informatica, eseguite dal C.N.A.I.P.I.C. e dai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica di Campania Basilicata e Molise, Lazio, Lombardia, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Sicilia Occidentale, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Trentino-Alto Adige ed Umbria.

Attività di monitoraggio e prevenzione sono state svolte dal Centro, in regime h24, per grandi eventi di interesse nazionale come il 73° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, l’80^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il Cultural Heritage in 21st Century organizzato dal Ministero degli Affari Esteri a Napoli.

Attacchi infrastrutture critiche ad istituzioni, aziende e privati 2022* 2023** Variazione percentuale
Attacchi rilevati 12.825 11.930 -7%
Persone indagate 332 220 -34%
Alert diramati 112.271 75.956 -32%
Richieste di cooperazione HTC 75 79 +5%
* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

 

CYBER FRAUDS 

Nell’ambito delle competenze della Polizia Postale si segnala l’intensificazione dell’attività di prevenzione attraverso il monitoraggio attivo della rete e un’articolata attività di contrasto alle attività predatorie online (oltre 3.500 le persone deferite all’A.G.), in particolare nel settore dell’ e-commerce.

Truffe OnLine 2022* 2023* Variazione percentuale
Casi trattati 15.394 16.325 +6%
Persone indagate 3511 3571 +2%
Somme sottratte € 114.459.014 € 137.202.592 +20%
* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

In relazione alle truffe sul web, anche nel corso del 2023, si è riscontrato un significativo incremento degli illeciti legati al fenomeno del falso trading online (3.360 i casi trattati, 188 le persone denunciate per un totale di 109.536.088 Euro di profitti illecit), con l’aumento del numero di portali che propongono programmi speculativi, apparentemente redditizi e l’utilizzo di tecniche molto sofisticate per contattare le vittime.

L’attività investigativa, qualora la denuncia sia tempestiva, prevede l’immediata attivazione dei canali di Cooperazione Internazionale di Polizia, con la richiesta del blocco urgente delle somme versate e l’effettuazione di accertamenti sui flussi finanziari, che normalmente sono destinati all’estero.

I REATI CONTRO LA PERSONA ONLINE

Sono stati 31 i casi di Codice Rosso che hanno visto la Polizia Postale impegnata direttamente nel contrasto dei reati commessi contro la persona attraverso la rete.

Reati contro la persona

perpetrati OnLine1

2022* 2023** Variazione percentuale
Casi trattati 9.200 9.433 +3%
Persone indagate 1.158 1.235 +7%
1 – Stalking / diffamazione online / minacce / revenge porn /

molestie / sextortion / illecito trattamento dei dati /

sostituzione di persona / hate speech / propositi suicidari

* -dati rilevati al 21/12/2022

**- dati rilevati il 21/12/2023

Specifiche iniziative sono state rivolte all’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno degli atti intimidatori nei confronti della categoria dei giornalisti e servizi di monitoraggio dei canali di diffusione, costituiti da siti web, piattaforme digitali, profili e pagine presenti sui social network più noti (Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, Pinterest e Youtube), finalizzati ad arginare la diffusione del linguaggio d’odio (hate speech).

La Sezione Operativa è stata impegnata anche nell’individuazione di proposte di vendita online di prodotti contraffatti e dell’utilizzo illecito di segni distintivi dei marchi registrati, per la tutela del made in italy sempre più messo in pericolo dal c.d. fenomeno dell’italian sounding.

Il monitoraggio di siti e spazi web (blog, gruppi social e siti dedicati) dediti a giochi e scommesse clandestine è un altro settore particolarmente seguito dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sia per contrastare la diffusione irregolare o illegale, che per tutelare gli interessi dei consumatori, specie se minori d’età: numerosi sono i siti con sedi legali presso paesi esteri, che operano in Italia, anche se privi della prevista autorizzazione per poter esercitare legalmente la raccolta di scommesse.

Nel corso del 2023 sono state implementate anche le attività di monitoraggio relative alla vendita online di tabacchi, sigarette elettroniche e liquidi da inalazione in rete, su siti sprovvisti delle relative autorizzazioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Di primaria importanza, altresì, è stata l’attività rivolta all’individuazione di persone che hanno manifestato intenti anticonservativi, attraverso le piattaforme social, con la tempestiva attivazione di tutte le procedure necessarie per la salvaguardia delle vite umane, anche attraverso l’ausilio degli uffici di polizia competenti territorialmente (166 le segnalazioni veicolate attraverso il Commissariato di P.S. OnLine agli uffici territoriali e 37 gli interventi eseguiti sul territorio direttamente dai C.O.S.C.  della Polizia Postale e delle Comunicazioni ).

 

ATTIVITÀ DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Arresto di 8 persone responsabili di truffe romantiche. Identificate 32 vittime. Oltre 400mila euro sottratti Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Roma ha arrestato otto persone, in esecuzione di una ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. di Roma per truffa aggravata, riciclaggio e sostituzione di persona.

Le indagini della Polizia Postale hanno avuto l’obiettivo di contrastare il sempre più diffuso e odioso fenomeno delle cd. “truffe romantiche”, reati contro il patrimonio commessi in danno di persone fragili, che i criminali ricercano e individuano sui social network, portando poi a termine il progetto criminale, sfruttando le debolezze e le vulnerabilità delle vittime.

Questa indagine prende le mosse dalla denuncia di una signora, contattata su Facebook da “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito statunitense, di stanza in Siria, con la foto profilo raffigurante un affascinante uomo di mezza età. Per rendere più verosimile la truffa architettata, i criminali si spingevano a creare fittizie identità di studi legali che confermavano, utilizzando comunicazioni via mail, le esigenze ed urgenze economiche di “Larry Brooks”.

I primi accertamenti effettuati in rete e sui flussi finanziari confermavano i sospetti che il profilo fake “Larry Brooks” avesse mietuto molte vittime e truffato decine di donne; nel corso delle indagini emergevano ben 32 vittime accertate, con un provento illecito di circa 400.000 euro nel periodo dal 2018 al 2021.

La lunga e complessa attività investigativa è stata condotta affiancando tecniche classiche di investigazione ad attività di analisi del traffico delle comunicazioni internet e dei flussi finanziari e ha consentito di identificare nel Lazio gli autori.

Sui conti correnti, riferibili al gruppo criminale, sono transitate somme di denaro provento delle truffe, inviate direttamente dalle vittime, per poi essere incassate o trasferite su conti nelle disponibilità dei complici, in molti casi con rimesse di denaro all’estero, per la condivisione dei proventi della truffa.

In relazione al quadro indiziario emerso, la Procura della Repubblica di Roma ha contestato il concorso in truffa, aggravata dall’aver approfittato delle condizioni di minorata difesa delle vittime e dalla transnazionalità del reato, nonché il reato di riciclaggio dei proventi del reato.

Truffa “Sei arruolato, vieni a prendere le misure per la divisa” La Polizia Postale ha denunciato per il reato di sostituzione di persona e detenzione abusiva d’armi un uomo di Frascati, di 54 anni, indiziato per aver raggirato un giovane disoccupato, promettendogli un posto di lavoro e per aver gettato discredito sulla Gendarmeria Vaticana.

L’indiziato, venuto a conoscenza delle aspirazioni del giovane disoccupato, si presentava falsamente come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri e, millantando rapporti privilegiati con la Gendarmeria Vaticana, si proponeva quale intermediario per l’assunzione del giovane nel Corpo della Gendarmeria.

Il giovane

Di sgtest

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