Spread the love
Professioni e mestieri scomparsi: C’era una volta il “banditore”
I primi “spot” erano annunciati dal banditore del paese che con la trombetta e con voce alta comunicava alla popolazione le offerte commerciali oggi sostituite dalla carta stampata, dai depliant, dalle TV e da internet.
Ieri il veicolo era certamente meno sofisticato rispetto ad oggi ma altrettanto semplice e la sua efficienza è testimoniata dalla “sopravvivenza” dei banditori negli anni.
Attraverso il banditore passava di tutto: ordinanze municipali, chiamate alla leva militare, messaggi commerciali come quella della vendita del pesce fresco e della frutta e verdura
Il software di questo “veicolo” pubblicitario era la voce possente, la capacità di leggere del banditore.
Erano i tempi di una Italia certamente povera ma che aveva in sè tutti i pregi che la porteranno al boom economico, primo fra tutti con la capacità creativa del popolo italiano.
Il banditore ebbe il suo primo nemico nel manifesto, ma l’attacco vero e proprio arrivò con la radio che aveva molte caratteristiche comuni con lo “strillone”, non ultimo il volume del messaggio.
Ma la radio non arrivò mai alla dimensione locale e il banditore, quindi, conservò il mercato pubblicitario comunale.
La Tv, la fine dell’analfabetismo, il boom dei giornali decretarono la fine dell’uomo dei “bandi”, e i “pionieri” della comunicazione hanno dovuto lasciare il posto alle agenzie di pubblicità, alle campagne promozionali.
I volumi, le tipologie del mercato della comunicazione sono cambiate ma la filosofia è forse rimasta la stessa: portare il messaggio al consumatore nella maniera più razionale il più vicino possibile al momento del consumo, ieri era lo “strilloe” alias banditore oggi le Pagine Gialle elettroniche.
Oggi la comunicazione nella società contemporanea è densa di messaggi, mittenti, emittenti, canali, riceventi e destinatari, perché i moderni mezzi di comunicazione sono ormai elementi caratteristici e significativi del nostro tempo e costituiscono una parte essenziale del vivere quotidiano di tutte le persone di ogni fascia di età e di ogni ceto sociale,
Radio, televisione, cinema, giornali, riviste, manifesti, cartelloni pubblicitari trasmettono immagini, notizie e messaggi in continuazione rivelandosi fattori di progresso civile e di sviluppo culturale per vari motivi: mantengono viva l’attenzione per ciò che accade nel mondo e, quindi, allargano le esperienze dei singoli e delle comunità, promuovono l’uso di una lingua comune livellando le differenze dialettali, hanno abbattuto frontiere culturali fra le classi sociali, perché hanno tolto dall’isolamento la ristretta cultura contadina e operaia.
Questa comunicazione, che ha sostituito gli uomini che con la trombetta giravano a piedi le stradine del centro storico dei paesi e dopo il preludio sonoro iniziavano la lettura dei bandi, tuttavia, influenza negativamente i contatti umani: ognuno è estraneo all’altro, e molto ridotto è anche il dialogo tra i membri di una stessa famiglia.
Giorgio Alessandro Pacetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Verified by MonsterInsights