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Tre sono state le incursioni aeree che hanno interessato il territorio di Piglio nel 1944 e precisamente: quelle dell’8 aprile, del 12 maggio e del 29 maggio.
I guai per il popolo pigliese, infatti, iniziarono 80 anni fa, il 18 Marzo del 1944, quando fu colpito a morte un soldato tedesco in località “Pompiano”.
La tanto sospirata grazia da parte del maresciallo Kesserling arrivò pochi istanti prima che il plotone di esecuzione si avviasse con dieci ostaggi e raggiungesse il luogo della esecuzione capitale.
Grazie all’interessamento del compianto mons. Attilio Adinolfi, vescovo di Anagni, del padre gesuita Hiemer, professore al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni e di don Filippo Passa che si adoperarono presso quelle autorità negli alti comandi tedeschi di Roma a chiedere salvezza e strappare alla morte giovani innocenti.
Il numero delle vittime fu ridotto da dieci a cinque, fucilati il 6 Aprile ’44 in località “Mole di Paliano” quasi tutti membri della stessa famiglia Dell’Omo.
 Questi i loro nominativi: Pietro, Romolo, Alfredo, Alessando Dell’Omo e Antonio Colavecchi, i cui corpi sono stati sepolti nel cimitero di Paliano.
Successivamente, l’8 Aprile alle ore 10 in punto a seguito dell’incursione aerea, perdevano la vita altre 10 persone e precisamente: Angela Atturo, Maria De Santis, Adele Felli, Clorinda Felli, Alessandro Graziani, Colomba Loreti, Nazzarena Mapponi, Luigi Martucci, Matilde Neccia e Lina Tufi.
Mentre il bombardamento dell’8 aprile è stato di matrice tedesca quelli del 12 maggio e del 29 maggio furono di matrice statunitense per un tragico errore come fu quello di Montecassino.
A due passi dal convento di San Lorenzo, c’è ancora un residuo bellico che ricorda ai posteri la data del 12 Maggio 1944 quando una formazione di dodici aeroplani bombardieri americani, effettuarono alle ore 18,15 un violento bombardamento tra i conventi di San Giovanni e di San Lorenzo distruggendo le due chiese e i due conventi così come descritti nelle relazioni da P. Costantino Trionfera e da P. Quirico Pignalberi superiori di allora.
A rimetterci furono perciò i due conventi dove fino a qualche giorno prima erano alloggiate le truppe tedesche.
Persero la vita per l’occasione una decina di persone tra frati e civili il cui ricordo è stato immortalato nella lapide posta nella navata centrale della chiesa di San Giovanni.
Infine quello del 29 maggio 1944 quando un aereo americano nel sorvolare i prati di Santo Biagio, dove ora inizia il cammino contemplativo di San Giovanni Paolo II, sganciò una bomba su una casa cantoniera e persero la vita i coniugi Cecili.
A distanza di anni il ricordo tende a farsi sbiadito e rischia di rimanere sempre più una pagina ingiallita di storia lontana.
Moltissimi dei protagonisti negativi di quei bombardamenti, i nostri genitori, zii e nonni, non ci sono più e così ora si fatica anche a tramandarla oralmente alle nuove generazioni a distanza di 80 anni.
Eppure il ricordo, come per la Shoah e per le Foibe, non può e non deve affievolirsi, perché in questo caso si vanificherebbe anche il formidabile monito che può venire alle nuove e future generazioni i cui familiari hanno subito in prima persona il dramma della guerra, il frutto dell’odio e della prevaricazione.
Oggi più che mai bisogna riscoprire e rafforzare quei valori universali che tutelano la dignità delle persone, la pace e la fratellanza, sentimenti che, per quanto ci riguarda, nascono dalle profonde radici cristiane che sono la base dell’azione quotidiana delle nostre famiglie.
Le date dell’8 aprile, del 12 Maggio e del 29 maggio devono servire, quindi, a noi impotenti nel decidere le sorti del mondo, per riflettere e consolidare quei sentimenti forti di ambasciatori di Pace nel Mondo per impegnarci giornalmente anche ad aiutare i più bisognosi e i disagiati, ma anche gli sfortunati che in questo periodo sono stati vittime di guerre, di terremoti naturali, devastazioni e pandemie.
Solo così sarà possibile conservare la pace nella nostra terra e non vanificare i morti, i lutti e le distruzioni a causa delle guerre.
Giorgio Alessandro Pacetti

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