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Esistono a Piglio 4 itinerari di fede e di spiritualità da valorizzare e da apprezzare in occasione dell’Anno Santo 2025.
Il primo cammino è quello che fece San Giovanni Paolo II in loc. Santo Biagio, che dista appena due chilometri dal Santuario della Madonna del Monte, ed è un passaggio intermedio dei pellegrinaggi verso il Santuario della SS. Trinità e della Via Francigena.
Papa Wojtyla, dopo aver pranzato con i suoi collaboratori e riposato in una tenda verde, quasi invisibile, in assoluta tranquillità, si era messo a pregare mentre tutta la zona circostante era stata presidiata da pattuglie di forze dell’ordine che avevano impedito ai curiosi accorsi sul posto in moltitudine, ma anche a talune autorità locali, di incontrare personalmente il Santo Padre dopo che si era diffusa la notizia della sua presenza nel territorio pigliese.
In ricordo di quella visita, la civica amministrazione, allora capeggiata dal dott. Tommaso Cittadini, aveva installato nei prati di Santo Biagio (30 Aprile 2011) una Statua in resina e due stele di marmo bianco del compianto artista Egidio Ambrosetti nonché un cammino contemplativo con le frasi storiche di Karol Wojtyla riportate su dei sassi lungo il percorso.
Successivamente, nel 2013, è stata realizzata, sempre lungo il cammino contemplativo, una Via Crucis con installazioni in ferro dell’artista scultore Adamo Dell’Orco grazie al contributo di alcune famiglie di Piglio e di altri paesi limitrofi.
Questo luogo ameno e suggestivo a ridosso di un laghetto richiama periodicamente numerosi fedeli della diocesi per rendere omaggio ad un Papa amatissimo, soprattutto tra i giovani di allora che con lui sono cresciuti, il quale ha fortemente contribuito alla pace nel Mondo promuovendo il dialogo interreligioso con profonda convinzione.
Il secondo cammino è quello di San Massimiliano Kolbe effettuato nel febbraio 1937, dal bivio della strada provinciale Piglio Altipiani di Arcinazzo al sacro convento di San Lorenzo, che ricorda la visita al suo amico fraterno P. Quirico Pignalberi, maestro dei novizi e cofondatore della Milizia Immacolata.
Quello del Beato Andrea Conti, terzo cammino, ricorda il percorso effettuato nel 1260 dal predetto Beato che partì da Anagni, sua città natale, e percorrendo mulattiere e stradine di campagna tra filari di vite cesanese, arrivò a Piglio sino al convento di San Lorenzo ove le sue sacre spoglie sono tuttora conservate in una urna di legno posta sotto l’altare a lui dedicato nella settecentesca chiesa del convento.
Infine, il cammino del ven. P. Quirico Pignalberi, ultimo dei quattro itinerari, ricorda il percorso da La Forma, località Collepetto, dove il venerabile è nato, al convento di San Lorenzo attraverso un percorso tra gli uliveti in località Castellano.
Lungo questo percorso, il venerabile fece tappa presso la chiesa del Sacro Cuore a La Forma, luogo in cui venne battezzato, e alla chiesa di San Pietro al Serrone, luogo in cui ricevette la Cresima.
Tuttora le sue spoglie si trovano all’interno della cappellina del Sacro Cuore, situata presso l’amato e storico convento di San Lorenzo.
Questi 4 cammini fungono da strumenti di comunicazione veicolando un’immagine distintiva del territorio, della sua identità, qualità e cultura valorizzandone i prodotti tipici e coniugando il tutto attraverso un’esperienza religiosa e turistica.
E’ fondamentale questo concetto di un turismo legato al percorso religioso-enogastronomico che viene considerato ormai una componente essenziale e autentica  esperienza turistica in prossimità del Giubileo 2025.
Giorgio Alessandro Pacetti

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