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L’artistica “Porta Vetrata”, commissionata da P. Taddeo Mikoda, progettata da P. Paolo Bocci, frate Francescano Conventuale di Osimo e realizzata dalla Ditta Pinzauti di Firenze, benedetta nel 2012 dal Vescovo diocesano, Mons. Lorenzo Loppa, e dal Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali, Padre Vittorio Trani compie dodici anni.
La “Porta Vetrata”, opera di fede e d’amore, è stata donata dal popolo pigliese e dai devoti del Beato Andrea Conti.
Nella parte alta è raffigurato Gesù Glorioso con le braccia aperte, tese per abbracciare il mondo con tutta la sua umanità e con tutta la sua solenne divinità, contornato da due angeli in posizione orante e dal suo corpo, su cui sono visibili i segni della passione, scendono fasci luminosi ad irradiare le figure del beato Andrea Conti e di san Lorenzo martire (patrono di Piglio), poste sulle due parti basse, una a destra e una a sinistra della Vetrata centrale. Dalla vetrata si accede nella chiesa: l’espressione ed il gesto del braccio delle due figure invitano ad andare verso Gesù, fonte della vita.
La luminosità, le appropriate sfumature di colore e l’espressività di sguardi e di gesti rendono veramente bella quest’opera.
Nella parte alta dell’entrata, superiore all’organo, si trova una finestra, visibile solo dall’altare maggiore.
Gli ideatori hanno fatto raffigurare, sempre con una vetrata policroma, l’immagine di una colomba in volo, simbolo dello Spirito Santo, dalle cui ali provengono fasci di luce diretti verso il basso.
La particolarità, notata da Giorgio Alessandro Pacetti, l’8 marzo 2024 dopo la Via Crucis, è che questa immagine si rifrange splendente sulla foto di Gesù miracoloso posta sulla porta della sagrestia e visibile dal centro della chiesa di pianta ovale.
L’effetto, assolutamente suggestivo e pieno di significato, è visibile osservando il quadro di Gesù solo dal centro dell’edificio, sotto la cupola.
Chissà se il progettista ha immaginato questa coincidenza:
il quadro del Gesù Misericordioso, in fin dei conti, è stato posto sulla porta della sagrestia subito dopo che papa San Giovanni Paolo II ha istituito la festa della Divina Misericordia e la posa è quindi anteriore alla realizzazione delle due vetrate in questione.
Eppure, entrando in chiesa e percorrendo pochi passi verso il centro, lo sguardo è attratto dalla zona presbiteriale, bianca e luminosa, mentre solo spostandolo verso sinistra si nota la splendida colomba quasi uscire dal quadro che la rifrange, in grande bellezza, direttamente dall’immagine di Gesù.
Giorgio Alessandro Pacetti

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