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Gentile Ministro,
ho avuto modo di leggere che ha finanziato progetti in provincia di Frosinone, per recuperare i luoghi culturali pubblici.
  Come al solito non c’è PIGLIO.
A tal proposito desidero segnalo, e, quindi, salvare due pietre miliari della tradizione storico-religiosa di Piglio: paese sito in terra Ciociara a 60 Km. da Roma, di circa 4600 abitanti, quasi tutti si dedicano alla coltivazione del “Cesanese”, vite locale che produce l’omonimo vino DOC.
 Le pietre miliari sono: A) la chiesa di San Rocco -Madonna della Valle e B) il santuario della Madonna del Monte.
A) La chiesa di S. Maria della Valle, così denominata in un atto notarile dei Colonna del 1599, detta anche di S. Rocco in un inventario del 1634, che si trova all’ingresso del centro abitato di Piglio, sull’antica via frasncigena che porta a valle vicino all’ex stazione ferroviaria Roma-Fiuggi.
L’edificio ingloba una antica edicola, oggi nella cappellina da cui si accede dalla porta a sinistra dell’altare, contenente un affresco del 1300, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, attorniata da quattro santi, il Beato Andrea Conti, San Giovanni Evangelista, San Leonardo e Sant’Antonio Abate, attribuito alla scuola giottesca napoletana, rimesso in vista dal sottoscritto nel 1984.
Nella parete sinistra dell’aula ecclesiale, un altro affresco cinquecentesco della Madonna con il Bambino e S. Giovannino della Croce, rimesso in luce dal sottoscritto nel 2002. La chiesa doveva essere ancora molto frequentata nel 1826, quando il Preposto della Collegiata espose al Santo Padre che nella Chiesa di S. Rocco si venerava una antichissima immagine di Maria SS.ma detta della Valle, “tenuta in grandissima venerazione non solo dai abitanti, ma dai forestieri dei limitrofi paesi”, e che desiderando incrementarne la devozione “e a mantenerla anco in futuro molto vi giova il Tesoro delle Indulgenze”, chiese la facoltà di poter conseguire l’indulgenza plenaria perpetua, che papa Leone XII, accordò solo per sette anni.
Questa chiesa ha bisogno di un finanziamento per un recupero globale.
B) Il Santuario della Madonna del Monte, sito ad Est del Paese a quota 1100, tornato al primitivo splendore, è custode della Sacra Immagine della Madonna del Monte, del XII sec. dipinta sull’altare.
Il Santuario aveva perso progressivamente la sua importanza a causa della disaffezione del clero e dei fedeli, tanto da diventare un ricovero per animali, un luogo di cui ognuno faceva uso a suo piacimento.
Dopo l’intervento di Carlo Picone che mandò le immagini televisive il 5 Maggio del 1985, il Ministero dei Beni Culturali, prese l’iniziativa e tramite la Soprintendenza ai Beni Monumentali ed Architettonici del Lazio, diede inizio allo studio del progetto di recupero e varò una proposta di finanziamento delle opere, insieme alla Civica Amministrazione, chiedendo i contributi necessari alla Cassa Depositi e Prestiti e alla Regione Lazio.
Per completare l’opera occorre anche pe questo santuario un finanziamento.
Sembrano cose di poco conto, ma io sono convinto che tutto ciò che parla del passato, che è testimonianza di storiche tradizioni, vanto e gloria della nostra Italia faro, un tempo lontano, di civiltà per popoli del mondo intero, meriti di essere valorizzato e. tanto più salvato per il bene della collettività. Grazie
 Giorgio Alessandro Pacetti cultore di storia locale

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