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L’Amministrazione comunale di Vico nel Lazio ha commemorato il 2 giugno di 80 anni fa, un giorno di lutto e di dolore.
La cerimonia si è svolta davanti alla casa allora ridotta in macerie da un colpo di cannone. Salvatore e Rosa morirono; Pina, la loro figlioletta di appena 14 mesi, venne estratta dalle macerie con una ferita ad una gamba.
Scopo della manifestazione: rafforzare l’impegno per la pace; onorare i caduti; ricordare gli orrori della guerra.
Il vicesindaco, avvocato Massimo Ciullo, ha ricordato quanto successo quel giorno a Vico e nel suo territorio: arrivarono gli inglesi; gli abitanti del paese tornarono dalle montagne e rientrarono nelle loro case. Si sentivano, però, ancora colpi di cannone sparati dagli inglesi e provenienti da Frosinone. Una cannonata colpì la casa della famiglia Pelone: due le vittime e la bambina ferita.
La signora Mariangela Agostini ha dato voce alla testimonianza dell’accaduto, rilasciata nel 1990 da Vincenzo Cianfrocca, classe 1920. La testimonianza è riportata nel libro “Vico nel Lazio durante L’ultima guerra” di Natale Tomei.
Il sindaco Claudio Guerriero e la signora Pina hanno scoperto la targa fissata all’esterno della casa ricostruita: “…a futura memoria e per la pace…”
Dopo l’Inno d’Italia, eseguito dalla locale Banda musicale, il parroco Don Luigi Battisti ha benedetto i presenti e la targa.
A conclusione, il saluto del sindaco, che ha omaggiato con un bouquet la signora Pina, circondata dai suoi familiari.

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