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Il successo di Mario Felli con la lista “con Piglio” che ha ottenuto 1076 voti, ha suscitato un certo clamore non ancora sedato per il risultato elettorale ottenuto “di misura” rispetto le altre due liste concorrenti che hanno riportato un numero di preferenze davvero importante.
Infatti, in questa tornata elettorale, i pigliesi hanno gratificato quest’ultime con 977 e 877 voti dati, rispettivamente, alla lista “Oltre” e alla lista “Viviamo Piglio”.
Insomma i risultati lasciano pensare che a Piglio qualcosa non quadra e le domande sono diverse, a cominciare da quelle relative ai numeri e, di conseguenza, all’esigua differenza che ha portato alla vittoria per il terzo mandato consecutivo il sindaco Mario Felli.
A volte i numeri portano a numerose interpretazioni nonostante siano unità di misura che, in quanto tali, non dovrebbero essere confutabili.
Sembra un giallo di Agatha Christie, sembra il caso dell’insospettabile domestica…
Per capire meglio la faccenda è dunque necessario tornare indietro nel tempo, risalire agli anni cinquanta e ricostruire dal dopoguerra ad oggi come il popolo sovrano pigliese si sia espresso negli anni.
Fin dal 1952, il Paese è stato rappresentato da sindaci di un vigoroso Partito Comunista Italiano (P.C.I.), e/o da liste che si rifacevano ad esso, che ha avuto quale primo esponente sindaco Sante Ceccaroni (1952 -1958), Benedetto Illuminati, (1958-1960 e 1964-1978), Nazzareno Ricci (1978-1999), Nazzareno Gabrieli (1999-2004).
Eppure, in questo arco temporale fortemente caratterizzato da una connotazione politica marcatamente di sinistra che caratterizzava l’elettorato pigliese soprattutto nel dopoguerra fino agli anni ‘2004, si sono registrate alcune sorprese.
Eccole:
nel 1970 la sola lista della P.C.I. sconfisse la Democrazia Cristianaed i suoi alleati P.S.I. e P.S.D.I. per 50 voti;
nel 1990:la sola lista della Colomba (altro non era il P.C.I.) sconfisse la Democrazia Cristiana ed i suoi alleati P.S.I. e P.S.D.I. per 58 voti;
nel 1999:la sola lista della “PCI” sconfisse “Progetto Piglio” ed i suoi alleati per 58 voti.
Come detto la spoliticizzazione dei candidati (o presunta tale) ha comunque riservato alcune analoghe sorprese con liste non strettamente legate ad una ideologia politica.
Ad esempio:
nel 2004: la “Lista Civica” con voti 1578 sconfisse “Progetto Piglio” per 21 voti;
nel 2009:la lista “Obiettivo Comune” con voti 1349 sconfisse la lista “Con Piglio” per 28 voti.
Alla luce di tali evidenze, il voto pigliese del 2024 andrà a fare compagnia, in termini numerici, a quello di altre legislature e dunque la vittoria “di misura” di cui parlavo in precedenza della lista “con Piglio” è qualcosa di già visto in altri tempi.
Certamente ci sono state liste con maggiori preferenze ma ci sono stati casi come quelli di liste che hanno riportato quasi lo stesso numero di voti. Date voi un giudizio ai seguenti numeri:
ANNO 1985: P.C.I. voti 1.608 – D.C. voti 881 – PSI-PSDI voti 570;
ANNO 2004: Lista Civica voti 1.578 – Progetto Piglio – voti 1.557 – Riformista voti 202;ANNO 2009: Obiettivo Comune voti 1349 – Con Piglio voti 1.321 – Progetto Piglio voti 721;
ANNO 2014: Con Piglio voti 1.741- Obiettivo Comune voti 1.326 – Lista civica 195
ANNO 2024: Con Piglio voti 1.076 – Viviamo Piglio voti 878 – OLTRE voti 977.
Il voto era così insospettabile come lo era la Domestica di Agatha Christie?
Giorgio Alessandro Pacetti

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