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PIGLIO: 42 anni fa ci lasciava P. Quirico Pignalberi OFM conv ora VENERABILE.

Minato dalla malattia oltre che dalla vecchiaia che indeboliva continuamente il suo fisico, P. Quirico Pignalberi OFM Conv. venne ricoverato prima all’Ospedale di Anagni e poi nella casa di cura “La Francescana” ad Anzio dove dopo un lungo periodo di infermità offerta al Signore e dove su una carrozzella aveva celebrato il suo 60° di sacerdozio, veniva visitato da “sorella” morte all’età di 91 anni, il 18 Luglio 1982.
Venne tumulato inizialmente nella tomba di famiglia al Serrone, ma nel pomeriggio del 30 Marzo 1985, dopo l’espletamento delle lunghe pratiche la salma venne traslata a Piglio nel suo convento di San Lorenzo e tumulata nella cappella del sacro Cuore.
A Piglio Padre Quirico Pignalberi da maestro dei novizi e da guardiano del convento formò generazioni di giovani alla vita francescana non tanto con eruditi discorsi sulla Santità, quanto con la pratica di una vita santa.
Sempre disponibile all’apostolato della predicazione e del confessionale, accorreva ad ogni richiesta dei Vescovi e dei parroci dei paesi limitrofi.
Visse una vita semplice, austera e povera.
Dedito alla preghiera, alla contemplazione ed alla penitenza dura, fatta spesso di veglie prolungate, di digiuni e di discipline anche a sangue.
Si alimentava dell’indispensabile, si dissetava con acqua calda; si metteva sempre in un angolo per non essere di disturbo agli altri e li pregava e meditava; mai interveniva e se lo faceva era con dolcezza, alle volte con energia specialmente quando si trattava di difendere la verità.
Vestiva in maniera assai discreta, dicendo “non è il corpo che va curato, ma l’Anima”.
All’età di 17 anni nel 1908 Quirico era entrato nell’ordine dei Francescani Conventuali.  Iniziò il noviziato a Zagarolo, l’8 Novembre 1908.
Terminati gli studi ginnasiali, Quirico fu mandato a Roma per iniziare gli studi filosofici alla Gregoriana (1911-1913) e quelli teologici nella pontificia facoltà di S. Bonaventura dal 1914 al 1917.
Dopo la sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1917  Quirico ebbe un breve periodo di chiamata alle armi, addetto alla sanità. Finita la guerra, fu inviato prima a Capranica e poi a Cave (1920), dove venne nominato rettore del Collegio dei giovani seminaristi.
Qualche anno più tardi fu nominato maestro dei novizi a Bagnoregio (1925). Nel novembre del 1928 la casa di noviziato fu trasferita da Bagnoregio a Piglio, nel convento di San Lorenzo.
Qui Quirico rimase per quasi tutta la vita.
Durante il periodo bellico dopo l’8 Settembre 1943, quello stesso convento diede ospitalità a molti ufficiali e sottufficiali tedeschi.
Il 28 Agosto 1943 il convento di San Lorenzo ebbe la visita del Principe Umberto di Savoia. Il 3 Aprile 1944 i tedeschi occuparono il convento ma il 12 Maggio dello stesso anno aerei alleati (angloamericani) bombardarono il convento e la chiesa per una cattiva informazione.
Nel 1945 Quirico fu nominato per circa sei mesi Visitatore Apostolico per ristabilire la pace nella città di Trevi nel Lazio, che, dopo il trasferimento del parroco, non voleva accettare altri sacerdoti, “la guerra al prete”.
Oltre all’hobby di riparazione degli orologi aveva quello di preparare rappresentazioni artistiche della nascita del Signore.
Nel 1961 presentò il suo presepio a Milano alla esposizione Europea dei Presepi.  In occasione dei festeggiamenti per la beatificazione di Massimiliano Kolbe (17/10/1971) svoltosi l’anno successivo in Polonia, partecipò alle relative manifestazioni a Niepokalanoww, a Cracovia, e nel campo di concentramento di Oswecim.
Il 1 Aprile 1979 ebbe la consolazione di incontrarsi con il Santo Padre Giovanni Paolo II che lo abbracciò sapendolo ultimo con fondatore ancora vivente della Milizia dell’Immacolata.
Per il nostro P. Quirico Pignalberi il processo di canonizzazione è iniziato trenta anni fa il 29 Giugno del 1992, nella chiesa di San Lorenzo in Piglio.
A presiedere la prima sessione del processo è stato l’allora Vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, Luigi Belloli davanti alle autorità civili e religiose ed a numerosissimi fedeli giunti da ogni parte, dopo la richiesta avanzata dal postulatore padre Ambrogio Sanna al Vescovo di Albano Mons. Bernini, nella cui diocesi P. Quirico è morto (Anzio 18/07/1982), perché il processo canonico potesse svolgersi presso la curia anagnina, ordinaria dei luoghi, ove il religioso visse ed operò per circa 50 anni.
Il 1° Luglio 2005, sempre nella chiesa di San Lorenzo a Piglio, alla presenza delle autorità civili e religiose, tra uno stuolo di confratelli francescani, di sacerdoti, del collegio dei periti censori (storici e teologi), composto dal cancelliere Mons. Enzo Rossi, dal Giudice Delegato Mons. Angelo Ricci, dal Promotore di giustizia Mons. Bruno Durante ex parroco di Piglio, dal Notaio Don Marcello Coretti, del Ministro Provinciale padre Piergiorgio Vitelli, del Vice Postulatore e promotore dell’iniziativa padre Ernesto Piacentini ed alla presenza di tanti fedeli, il Vescovo di Anagni-Alatri Mons. Lorenzo Loppa aveva presieduto la sessione di chiusura del processo di canonizzazione del padre Quirico.
Il giorno 3 Marzo 2016, Papa FRANCESCO ha permesso al Card. ANGELO AMATO, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, di promulgare il DECRETO sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio  P. Quirico Pignalberi ora Venerabile.
Così, un altro ciociaro è stato iscritto all’albo degli uomini illustri, per la ricchezza del suo tessuto esistenziale, fatto di obbedienza, di preghiera incessante, di penitenza austera, di maestro dei novizi. In coloro che lo hanno conosciuto è forte l’ammirazione e vivo è il ricordo di questo umile frate piccolo nella statura, ma gigante nello spirito.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Riflessione post elettorale amministrative a Piglio.

Il successo di Mario Felli con la lista “con Piglio” che ha ottenuto 1076 voti, ha suscitato un certo clamore non ancora sedato per il risultato elettorale ottenuto “di misura” rispetto le altre due liste concorrenti che hanno riportato un numero di preferenze davvero importante.
Infatti, in questa tornata elettorale, i pigliesi hanno gratificato quest’ultime con 977 e 877 voti dati, rispettivamente, alla lista “Oltre” e alla lista “Viviamo Piglio”.
Insomma i risultati lasciano pensare che a Piglio qualcosa non quadra e le domande sono diverse, a cominciare da quelle relative ai numeri e, di conseguenza, all’esigua differenza che ha portato alla vittoria per il terzo mandato consecutivo il sindaco Mario Felli.
A volte i numeri portano a numerose interpretazioni nonostante siano unità di misura che, in quanto tali, non dovrebbero essere confutabili.
Sembra un giallo di Agatha Christie, sembra il caso dell’insospettabile domestica…
Per capire meglio la faccenda è dunque necessario tornare indietro nel tempo, risalire agli anni cinquanta e ricostruire dal dopoguerra ad oggi come il popolo sovrano pigliese si sia espresso negli anni.
Fin dal 1952, il Paese è stato rappresentato da sindaci di un vigoroso Partito Comunista Italiano (P.C.I.), e/o da liste che si rifacevano ad esso, che ha avuto quale primo esponente sindaco Sante Ceccaroni (1952 -1958), Benedetto Illuminati, (1958-1960 e 1964-1978), Nazzareno Ricci (1978-1999), Nazzareno Gabrieli (1999-2004).
Eppure, in questo arco temporale fortemente caratterizzato da una connotazione politica marcatamente di sinistra che caratterizzava l’elettorato pigliese soprattutto nel dopoguerra fino agli anni ‘2004, si sono registrate alcune sorprese.
Eccole:
nel 1970 la sola lista della P.C.I. sconfisse la Democrazia Cristianaed i suoi alleati P.S.I. e P.S.D.I. per 50 voti;
nel 1990:la sola lista della Colomba (altro non era il P.C.I.) sconfisse la Democrazia Cristiana ed i suoi alleati P.S.I. e P.S.D.I. per 58 voti;
nel 1999:la sola lista della “PCI” sconfisse “Progetto Piglio” ed i suoi alleati per 58 voti.
Come detto la spoliticizzazione dei candidati (o presunta tale) ha comunque riservato alcune analoghe sorprese con liste non strettamente legate ad una ideologia politica.
Ad esempio:
nel 2004: la “Lista Civica” con voti 1578 sconfisse “Progetto Piglio” per 21 voti;
nel 2009:la lista “Obiettivo Comune” con voti 1349 sconfisse la lista “Con Piglio” per 28 voti.
Alla luce di tali evidenze, il voto pigliese del 2024 andrà a fare compagnia, in termini numerici, a quello di altre legislature e dunque la vittoria “di misura” di cui parlavo in precedenza della lista “con Piglio” è qualcosa di già visto in altri tempi.
Certamente ci sono state liste con maggiori preferenze ma ci sono stati casi come quelli di liste che hanno riportato quasi lo stesso numero di voti. Date voi un giudizio ai seguenti numeri:
ANNO 1985: P.C.I. voti 1.608 – D.C. voti 881 – PSI-PSDI voti 570;
ANNO 2004: Lista Civica voti 1.578 – Progetto Piglio – voti 1.557 – Riformista voti 202;ANNO 2009: Obiettivo Comune voti 1349 – Con Piglio voti 1.321 – Progetto Piglio voti 721;
ANNO 2014: Con Piglio voti 1.741- Obiettivo Comune voti 1.326 – Lista civica 195
ANNO 2024: Con Piglio voti 1.076 – Viviamo Piglio voti 878 – OLTRE voti 977.
Il voto era così insospettabile come lo era la Domestica di Agatha Christie?
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Il monumento della Prima Guerra Mondiale nel portale “Pietre della Memoria”.

Sabato scorso il “Movimento Laudato Sì” di Piglio, coordinato da Stefano Sansoni, ha censito il monumento della Prima Guerra Mondiale di Piglio per il portale “Pietre della Memoria“.
La lapide marmorea con fregi sulla cornice, circonda la lastra centrale con incisi i nomi dei cittadini di Piglio (FR) caduti nella prima guerra mondiale.
La lapide è affissa a lato dell’Arco della Fontana, all’ingresso del centro storico.
Il monumento è ora disponibile nel portale “Pietre della Memoria“.
“Pietre della Memoria” è un progetto dell’Anmig (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione) che ha lo scopo di promuovere lo studio e favorire la conoscenza della storia contemporanea tenendo viva la memoria dei Caduti delle due guerre mondiali e della guerra di Liberazione come dovere morale nei confronti di quanti hanno sacrificato la loro vita per la difesa della Patria, per il raggiungimento della democrazia e per l’affermazione degli ideali di pace e fratellanza.
Dopo l’incontro del mese scorso con il sindaco Mario Felli, continua la partecipazione al Movimento in vista del Giubileo 2025 dice soddisfatto  il coordinatore Stefano Sansoni.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Per non dimenticare Antonio Saccucci.

Dall’articolo del giornalista Lorenzo Savi pubblicato il 4 febbraio 2023 dimenticatidistato dal “Resto del Carlino” dal titolo “La tomba dimenticata di 4200 soldati italiani” si evince che “su segnalazione dell’amica scrittrice Renza Martini, aggiungo alla lista degli imbarcati e naufraghi del piroscafo Oria il nominativo non menzionato di SACCUCCI Antonio, nato a Piglio (Frosinone) il 7 gennaio 1919.
Ora mentre a Roma il corpo di un soldato italiano caduto nella Prima guerra mondiale e rimasto senza nome è custodito nella tomba dedicata al “Milite Ignoto” all’interno dell’Altare della Patria” a Piglio e a Paliano, invece, Antonio Saccucci, nome noto, che sera rifiutato  insieme ad Angelo Atturo di aderire al nazismo o alla RSI dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 non viene neppure ricordato nei due monumenti ai Caduti delle due città.
Sarebbe opportuno, dicono Alfonsina e Giorgio promotori dell’iniziativa, che anche Antonio Saccucci nato a Piglio il 7 gennaio 1919 e vissuto a Paliano venisse ricordato almeno nei due monumenti civici dopo 80 anni di dimenticanza.
Le due comunità di Piglio e di Paliano in questo modo ricordano ai posteri Antonio Saccucci come hanno ben fatto in questi anni altri Comuni della provincia di Frosinone in ricordo di tutte le vittime presenti sul Piroscafo Oria.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Rinnovate le cariche del Comitato Beato Andrea Conti

La elezione indetta dal presidente Ennio Fontana per il rinnovo del Direttivo del “Comitato Beato Andrea Conti” si è tenuta a Piglio in seconda convocazione sabato 1 giugno 2024V alle ore 17,00 presso la sede sita nel convento di San Lorenzo.

Dopo gli interventi del presidente uscente Fontana e del segretario Giorgio Alessandro Pacetti si è passato allo svolgimento delle nomine del nuovo Direttivo che resterà in carica dal 2024 al 2027:

Sono stati confermati Ennio Fontana Presidente e Michela Macciocca Cassiere;

Segretario è stato nominato Andrea Graziani al posto del dimissionario Giorgio Alessandro Pacetti già socio fondatore, Primo Segretario e addetto stampa del Comitato;

Consiglieri; P. Angelo Di Giorgio, P. Gabriele De Paoli, Elia Mazzucchi, Giorgio Alessandro Pacetti, Giovanni Lucidi, Paolo Novelli, Natale Massimi, Pina Pompili, Anna Borgia e Maria Rita Pietrangeli.

Gli eletti hanno pubblicamente accettato l’incarico designato su richiesta del Presidente Ennio Fontana come da statuto allegato.

Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Il Comitato B. Andrea Conti in festa per i 70 anni della riapertura al culto della chiesa di San Lorenzo.

Durante i festeggiamenti estivi che si terranno nell’ultima domenica di Agosto 2024 in onore del Beato Andrea. Ennio Fontana, presidente del “Comitato B. Andrea Conti”, la “fraternità OFS Beato Andrea Conti”  e la comunità francescana di San Lorenzo ricorderanno i 70 anni della riapertura della chiesa con varie iniziative, convegni ed altro-
Correva, infatti, l’anno 1954 il giorno 28 del mese di agosto quando il corpo del Beato Andrea Conti fu riportato processionalmente dalla Collegiata santa Maria Assunta alla chiesa di san Lorenzo.
“La solenne processione, scrive P. Ernesto Piacentini, fu un vero trionfo di fede alla quale partecipò oltre il Postulatore dei Santi Antonio Riccardi, anche il clero locale, molti religiosi venuti dai vari conventi della Provincia e una moltitudine di fedeli.
Per la ricostruzione della chiesa di San Lorenzo che era stata bombardata dagli alleati il 12 maggio 1944 venne costituito un Comitato con a capo il Superiore del Convento incaricato a raccogliere i fondi occorrenti alla grande ricostruzione della chiesa.
La raccolta dei fondi fu molto soddisfacente perché il popolo pigliese, che ha avuto sempre un debole per il convento di san Lorenzo, offrì circa mezzo milione delle vecchie lire per la ricostruzione della chiesa e per la sopraelevazione del convento”.
Qui di seguito trascrivo il resoconto dell’avvenimento riportato da “L’Osservatore Romano” del 1° settembre 1954:
Dopo dieci anni di tenace lavoro è stata riaperta al culto la bella chiesa di S. Lorenzo, che il bombardamento aereo del 12 maggio 1944 aveva ridotto con l’attiguo convento dei Frati Minori Conventuali ad un cumulo di macerie.
Alla solenne cerimonia ha conferito un particolarissimo risalto la traslazione, autorizzata dalla Sacra Congregazione dei Riti, delle reliquie del B. Andrea Conti che dopo essere state portate processionalmente alla chiesa collegiata e quivi esposte alla venerazione dei fedeli per una intera settimana, sono state poi riportate nella chiesa di san Lorenzo e collocate sotto l’altare in marmo consacrato da mons Enrico Romolo Compagnone vescovo di Anagni il 23 agosto 1954.
La suggestiva processione che si snodava tra fiaccole e luminarie. tra suoni e canti, per tutto il lungo percorso di circa due chilometri dalla collegiata al convento offriva un magnifico spettacolo di pietà e di fede.
La ricostruita chiesa , che insieme al convento appariva tutta fiammeggiante in un’aurea visione di luce, ha avuto la sua più degna inaugurazione  con l’ingresso dell’urna del Beato, ricevuta sulla gradinata del tempio dal benemerito guardiano P. Onorio Marrocco e dal Procuratore Generale dell’Ordine P. Gaetano Stano. il quale ha rivolto alla moltitudine un fervido e commosso discorso, nella rievocazione dei fatti e circostanze che rendevano particolarmente sacra e solenne quell’immancabile giornata.
Hanno partecipato alla processione il Rev,mo Mons. Salina, in rappresentanza dell’Ecc.mo Ordinario Vescovo di Anagni, il Promotore della fede Mons. Fenicchia col Notaio ecclesiastico O, Fischetti, il prevosto della collegiata don Orazio Cerocchi, il Superiore del  convento dei Minori Conventuali con a capo il Ministro Provinciale P. Raffaele Massimei.
Tra le associazioni religiose si distingueva l’antichissima confraternita del B, Andrea che risale al sec, XIV ora felicemente ricostruita.
La celebrazione inaugurale ha avuto il suo culmine con la solenne Messa celebrata dal Procuratore Generale P. Stano, al mattino e con un’altra solenne Messa celebrata nel pomeriggio dal P. M. Alfonso Orlini, ex Ministro Generale dello stesso Ordine dei Frati Minori Conventuali.
Per tutta la giornata la chiesa la grotta del B. Andrea ed il convento sono stati meta di numerosissimi fedeli, venuti anche dai paesi vicini.
Da segnalare un folto gruppo di pellegrini venuti da Anagni, la città che diede i natali al B, Andrea, discendente da quella illustre famiglia che diede alla chiesa i grandi Papi: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, nipote dello stesso Beato.
Insieme coi restauri della chiesa, eseguiti con intelligenza e con passione dall’Impresa Filippo Pacetti sotto la direzione dell’Ing, Pisani che ha avuto particolarmente cura di rispettare le armoniose slanciate linee della graziosa rotonda, è stato inaugurato il convento con l’annesso Noviziato, ricostruito ed ampliato sempre dall’Impresa Filippo Pacetti sotto la direzione dell’Ing, Mario Berucci.
Queste notizie sono state scritte da P. Ernesto Piacentini nell’opuscolo Colletio Pilensis 17 dal titolo “Pasqua non fu più Pasqua”.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Un primo incontro per costituire il “movimento Laudato Sì!” a Piglio. 

Venerdì 31 maggio 2024 presso l’ex stazione di Piglio della pista ciclabile c’è stato il primo incontro alla presenza del sindaco avv. Mario Felli per costituire a Piglio  il movimento Laudato sì!

Stefano Sansoni, coordinatore dell’evento fa presente che:

“il nascente “movimento” vuole valorizzare la pista ciclabile con l’Ecospiritualita’ nel paesaggio in trasformazione, alcuni punti essenziali, a partire dall’enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco.

Una risorsa-dice Stefano- per tutti gli uomini di buona volontà. In questo quadro si presenta questo incontro con la partecipazione del sindaco di Piglio – Mario Felli il quale ringrazio per aver accolto la mia idea.

L’idea è nata grazie anche al coinvolgimento del Forum PA, un luogo in cui la Pubblica Amministrazione periodicamente si incontra per promuovere buone pratiche e traguardi.

Partendo dalla storia più o meno recente sulla spiritualità nei luoghi naturali, desidero ricordare il Giubileo della Misericordia del 2016 dove Papa Francesco ha inaugurato l’anno santo attraversando il portale che a pochi chilometri da qui, nel Monumento Naturale Regionale “La Selva” di Paliano.

In quell’occasione, centinaia di persone hanno potuto testimoniare il nuovo percorso della Chiesa per la salvaguardia del Pianeta.

Altro appuntamento continua Stefano è stato l’incontro internazionale sullo stato di salute del pianeta – Cop 26- dove Papa Francesco ed una delegazione del movimento Laudato Si ha ribadito che la custodia del creato debba essere anche un principio morale.
Il movimento Laudato si è nato per sensibilizzare la custodia del creato, promuovendo buone pratiche di comportamento ma affrontando anche le situazioni più problematiche che stanno affliggendo il territorio.
Questo incontro vuole anche essere il punto per organizzare a Piglio questo movimento, attraverso la mobilitazione e promozione di incontri pubblici e spiritual”i.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Niente soldi per la Cultura e Pacetti scrive al Ministro.

Gentile Ministro,
ho avuto modo di leggere che ha finanziato progetti in provincia di Frosinone, per recuperare i luoghi culturali pubblici.
  Come al solito non c’è PIGLIO.
A tal proposito desidero segnalo, e, quindi, salvare due pietre miliari della tradizione storico-religiosa di Piglio: paese sito in terra Ciociara a 60 Km. da Roma, di circa 4600 abitanti, quasi tutti si dedicano alla coltivazione del “Cesanese”, vite locale che produce l’omonimo vino DOC.
 Le pietre miliari sono: A) la chiesa di San Rocco -Madonna della Valle e B) il santuario della Madonna del Monte.
A) La chiesa di S. Maria della Valle, così denominata in un atto notarile dei Colonna del 1599, detta anche di S. Rocco in un inventario del 1634, che si trova all’ingresso del centro abitato di Piglio, sull’antica via frasncigena che porta a valle vicino all’ex stazione ferroviaria Roma-Fiuggi.
L’edificio ingloba una antica edicola, oggi nella cappellina da cui si accede dalla porta a sinistra dell’altare, contenente un affresco del 1300, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, attorniata da quattro santi, il Beato Andrea Conti, San Giovanni Evangelista, San Leonardo e Sant’Antonio Abate, attribuito alla scuola giottesca napoletana, rimesso in vista dal sottoscritto nel 1984.
Nella parete sinistra dell’aula ecclesiale, un altro affresco cinquecentesco della Madonna con il Bambino e S. Giovannino della Croce, rimesso in luce dal sottoscritto nel 2002. La chiesa doveva essere ancora molto frequentata nel 1826, quando il Preposto della Collegiata espose al Santo Padre che nella Chiesa di S. Rocco si venerava una antichissima immagine di Maria SS.ma detta della Valle, “tenuta in grandissima venerazione non solo dai abitanti, ma dai forestieri dei limitrofi paesi”, e che desiderando incrementarne la devozione “e a mantenerla anco in futuro molto vi giova il Tesoro delle Indulgenze”, chiese la facoltà di poter conseguire l’indulgenza plenaria perpetua, che papa Leone XII, accordò solo per sette anni.
Questa chiesa ha bisogno di un finanziamento per un recupero globale.
B) Il Santuario della Madonna del Monte, sito ad Est del Paese a quota 1100, tornato al primitivo splendore, è custode della Sacra Immagine della Madonna del Monte, del XII sec. dipinta sull’altare.
Il Santuario aveva perso progressivamente la sua importanza a causa della disaffezione del clero e dei fedeli, tanto da diventare un ricovero per animali, un luogo di cui ognuno faceva uso a suo piacimento.
Dopo l’intervento di Carlo Picone che mandò le immagini televisive il 5 Maggio del 1985, il Ministero dei Beni Culturali, prese l’iniziativa e tramite la Soprintendenza ai Beni Monumentali ed Architettonici del Lazio, diede inizio allo studio del progetto di recupero e varò una proposta di finanziamento delle opere, insieme alla Civica Amministrazione, chiedendo i contributi necessari alla Cassa Depositi e Prestiti e alla Regione Lazio.
Per completare l’opera occorre anche pe questo santuario un finanziamento.
Sembrano cose di poco conto, ma io sono convinto che tutto ciò che parla del passato, che è testimonianza di storiche tradizioni, vanto e gloria della nostra Italia faro, un tempo lontano, di civiltà per popoli del mondo intero, meriti di essere valorizzato e. tanto più salvato per il bene della collettività. Grazie
 Giorgio Alessandro Pacetti cultore di storia locale

PIGLIO, 2 giugno, nasce della Repubblica Italiana.

La nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di stato da dare all’Italia dopo la seconda guerra mondiale e che vide 12 .717. 923 (54,3%) cittadini favorevoli alla repubblica e 10. 719. 284 (45,7%) cittadini favorevoli alla monarchia.

I risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno 1946, mentre il giorno successivo tutta la stampa dette ampio risalto alla notizia.

La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il presidente Alcide De Gasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato repubblicano.

L’ex re Umberto II lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946, diretto a Cascais, una città nel sud del Portogallo, senza nemmeno attendere la definizione dei risultati e la pronuncia sui ricorsi, che saranno respinti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946; lo stesso giorno la Corte integrò i dati delle sezioni mancanti, dando ai risultati il crisma della definitività.

I presunti brogli elettorali e altre supposte azioni “di disturbo” della consultazione popolare, pur avendo costituito un tema di rivendicazione da parte dei sostenitori della causa monarchica, non sono stati mai confermati dagli storici non di parte.

Subito dopo il referendum non mancarono scontri provocati dai sostenitori della monarchia, durante i quali si verificarono alcune vittime, come ad esempio a Napoli, in Via Medina.

Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani (comprese le donne, che votavano per la prima volta in una consultazione politica nazionale) elessero anche i componenti dell’Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale.

Risultarono votanti 12.998.131 donne e 11.949.056 uomini.

Alla sua prima seduta, il 28 giugno 1946, l’Assemblea Costituente elesse a Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicaola, con 396 voti su 501, al primo scrutinio.

Con l’entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana il 1º gennaio 1948, De Nicola assunse per primo le funzioni di Presidente della Repubblica.

Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell’Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, il coinvolgimento nella seconda guerra mondiale e un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi.

Con l’entrata in vigore della nostra Costituzione che i 515 Padri Costituenti “riuscirono a scrivere si cominciò a respirare un’aria nuova in un momento in cui si voleva chiudere con il passato”.

Il discorso tenutosi nel 1956 a Milano da Piero Calamandrei invitava i giovani studenti di allora di “essere sentinelle della libertà perché Essa è come l’aria, si comincia ad apprezzarla quando inizia a mancare”.

La Carta Costituzionale che “potrebbe essere letta anche come un romanzo storico in cui rinveniamo il pensiero di Mazzini (art. 1,2,10,11), di Cattaneo e Gioberti (artt 5 e 7), di Cavour (artt. 7 e 8), Beccaria (art. 27), Garibaldi (art. 52, Papa Leone XIII con la sua formidabile Rerum Novarum ecc. 

Altri due fondamentali principi si rinvengono inoltre dall’art. 2 quando si afferma che la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà, introducendo il valore personalista e pluralista entrambi di una attualità viva e sorprendente.

Il principio personalista evidenzia che è lo Stato in funzione della persona e non viceversa. Accanto a questo, poi, c’è il principio pluralista che esprime il diritto alla diversità che rinveniamo, ad esempio, nella libertà di manifestare il proprio pensiero, di professare qualsiasi fede religiosa, di aver diritto alla tutela della privacy (art. 15) etc…

Il diritto alla diversità va coniugato, però, con il principio di uguaglianza (art. 3).

Sempre su questo tema si può spigolare fra le pieghe dell’art. 6 che sancisce l’impegno della Repubblica a tutelare, con apposite norme, le minoranze linguistiche.

Ciò non vuol dire tolleranza del diverso, ma vuol dire che la diversità costituisce un valore che deve essere rispettato.

Ora a distanza di 75 anni, occorre riflettere se la nostra Costituzione sia ancora attuale. Domandiamoci, però, prima di tutto, se la nostra Costituzione sia stata del tutto attuata.

Per fare ciò, però, dobbiamo verificare chi ha scritto la Costituzione dove, quando, come e perché è nata la nostra Carta fondamentale.

Se guardiamo le firme sulla carta Costituzionale troviamo quella di Enrico De Nicola, capo Provvisorio dello stato, di Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente e di Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio.

Tre uomini che rappresentano l’emblema dei partiti e delle tre correnti di pensiero che realizzarono la Costituzione: pensiero liberale, pensiero socialista e quello cattolico.

La Costituzione Repubblicana, infatti, è proprio il frutto di questo momento storico, complesso e delicato in cui i Padri Costituenti riuscirono a trovare, per il bene del Paese, anche fra posizioni molto divergenti e distanti fra loro, quella sintesi straordinaria che ciascuna ideologia portava, donando a noi, figli di questa generazione, il profumo ed il gusto al gioco della vita, che viene così ad essere illuminata da un principio cardine della democrazia e cioè dalla forza del diritto che nobilita e costituisce,  mentre quello della forza mortifica e distrugge (sub lege libertas).

Per capire ancora perché è stata fatta la Costituzione possiamo riprendere il pensiero espresso dal nostro Presidente, Giorgio Napoletano, che ha indicato la Costituzione: “patrimonio comune di comprovata validità, al quale tutti devono accostarsi per valutarne le opportunità e le indicazioni di revisione.

Un patrimonio che non può essere rivendicato da nessuno come proprio e di cui nessuno può reclamare l’eredità in via esclusiva.

Le forze politiche possono solo, tutte insieme, affrontare i problemi di ogni sua specifica possibile revisione”.

Va, comunque, ribadito che il 2 giugno 1946 ha girato una tragica pagina di storia riaccendendo nel nostro popolo luce e speranza.

Così pure, nel nostro piccolo paese, gli abitanti ripresero la calma fra le lacrime per la perdita delle persone care, infatti tanti erano gli orfani, tante le vedove e ricominciarono a lavorare, a seminare i campi, a curare le vigne, a ricostruire, ad allietare momenti particolari ballando il saltarello nelle piazze e nei vicoli al suono degli “organetti” in un’atmosfera popolare ricca di calore umano.

Il 2 Giugno 1946, infatti, circa 40 milioni di italiani andarono a dormire la sera da sudditi risvegliandosi la mattina da cittadini”.

Giorgio Alessandro Pacetti

I Presidenti della Repubblica Italiana

Enrico De Nicala 1946 – 1948: Già Capo provvisorio dello Stato dal 28 giugno 1946, ha esercitato le attribuzioni ed ha assunto il titolo di Presidente della Repubblica dal 1° gennaio 1948, a norma della I delle disposizioni finali e transitorie della Costituzione.

Luigi Einaudi 1948 – 1955: Eletto l’11 maggio 1948 al 4° scrutinio, ha prestato giuramento il 12 maggio 1948.

Giovanni Gronchi 1955 – 1962: Eletto il 29 aprile 1955 al 4° scrutinio, ha prestato giuramento l’11 maggio 1955.

Antonio Segni 1962 – 1964: Eletto il 6 maggio 1962 al 9° scrutinio, ha prestato giuramento l’11 maggio 1962. Si è dimesso dalla carica il 6 dicembre 1964.

Giuseppe Saragat 1964 – 1971: Eletto il 28 dicembre 1964 al 21° scrutinio, ha prestato giuramento il 29 dicembre 1964.

Giovanni Leone 1971 – 1978: Eletto il 24 dicembre 1971 al 23° scrutinio, ha prestato giuramento il 29 dicembre 1971. Si è dimesso dalla carica il 15 giugno 1978.

Alessandro Pertini 1978 – 1985: Eletto l’8 luglio 1978 al 16° scrutinio, ha prestato giuramento il 9 luglio 1978. Si è dimesso dalla carica il 29 giugno 1985.

Francesco Cossiga 1985 – 1992: Eletto il 24 giugno 1985 al 1° scrutinio, ha prestato giuramento il 3 luglio 1985. Si è dimesso dalla carica il 28 aprile 1992.

Oscar Luigi Scalfaro 1992 – 1999: Eletto il 25 maggio 1992 al 16° scrutinio, ha prestato giuramento ed è entrato in carica il 28 maggio 1992. Si è dimesso dalla carica il 25 maggio 1999.

Carlo Azeglio Ciampi 1999 – 2006: Eletto il 13 maggio 1999 al 1° scrutinio, ha prestato giuramento il 18 maggio 1999. Si è dimesso dalla carica il 15 maggio 2006.

Giorgio Napolitano, dal 2006 – 2015: Eletto il 10 maggio 2006 al 4° scrutinio con 543 voti su 990, ha prestato giuramento il 15 maggio 2006.

Sergio Mattarella, dal 2015- 2022: Proclamato 12esimo Presidente della Repubblica Italiana con 665 voti.

Sergio Mattarella, dal 2022- Proclamato 13esimo Presidente della Repubblica Italiana con 759 voti.

 

PIGLIO (FR): Progetto Legalità. I Carabinieri incontrano gli alunni delle scuole dell’ Istituto Comprensivo.

Nella mattinata di ieri a Piglio, nell’ambito del progetto per la diffusione della legalità, i Carabinieri della Compagnia di Anagni hanno incontrato gli studenti dell’Istituto Comprensivo “O. Bottini” intrattenendo un dialogo finalizzato ad infondere conoscenze e buone norme di comportamento, per una socializzazione rispettosa e al riparo dai pericoli di fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Gli studenti complessivamente circa 100, frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado,  sono stati sensibilizzati sull’importanza di comportamenti responsabili per renderli pienamente consapevoli dei loro diritti e doveri e sviluppare i propri interessi in una società giusta, priva di prevaricazioni e violenze. Nell’occasione, gli studenti hanno potuto conoscere le varie articolazioni dell’Arma dei Carabinieri, con la visione di un breve video che ha illustrato i compiti istituzionali e le funzioni quotidianamente assolte al servizio delle comunità e dei cittadini, scoprendo che i Carabinieri hanno tante specialità come i Carabinieri Forestali, i NAS, i RIS, i GIS, i Subacquei, Sciatori, ecc. e soprattutto quella che rappresenta la spina dorsale, ovvero l’Arma Territoriale, quella cioè, più vicina alla cittadinanza con le sue oltre cinquemilacinquecento stazioni. I Carabinieri e gli alunni si sono  soffermati a dialogare ed approfondire tematiche di grande attualità ed interesse come la violenza di genere, il contrasto al consumo e alla diffusione di sostanze stupefacenti, la diffusione del consumo di alcool tra i giovani, i crimini informatici e altri fenomeni di devianza giovanile. In particolare sono stati affrontati i temi più delicati quali il bullismo, l’uso consapevole dei “Social” e quindi il cyberbullismo, spiegando l’importanza di prevenire certi comportamenti scorretti a volte sottovalutati dai giovani, che si sentono ‘protetti’ dallo schermo. Inoltre è stato spiegato come usare in modo intelligente le varie piattaforme, affinché le stesse siano soltanto un modo piacevole e moderno di comunicare e fare amicizia. Spazio è stato dato anche al tema del rispetto del  Codice della Strada e delle sanzioni in cui si può incorrere in caso di violazione delle norme. I Militari poi, in previsione dell’avvicinarsi della chiusura dell’anno scolastico, con i termini ed i modi di un buon padre di famiglia che da sempre li contraddistinguono, hanno sapientemente dispensato consigli ai giovani presenti affinché potessero trascorrere un’estate serena all’insegna dell’allegria, della spensieratezza e lontani da pericoli ed insidie.  L’incontro a cui hanno  preso parte, oltre al personale docente, anche   la psicologa della scuola ha destato forti interessi ed ha attirato l’attenzione di tutti gli studenti che hanno vivamente partecipato con domande sempre più pressanti e dirette, anche in considerazione delle conseguenze penali e non che possono derivare da comportamenti illeciti.  I Carabinieri  hanno sottolineato ai giovani che il primo passo per orientarsi verso un futuro incentrato sui valori della legalità è la necessaria collaborazione tra la popolazione e gli operatori di polizia che può avvenire attraverso il numero d’emergenza 112 o con la richiesta d’intervento attraverso la  Stazione Carabinieri competente territorialmente.

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