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PIGLIO, Grande partecipazione alla presentazione del libro “Quelle sere d’estate” di Massimo Lolli.

 Sabato pomeriggio 6 aprile ore 16,30, presso il Centro Sociale Anziani-Sala Polivalente del Comune di Piglio, si è svolta la presentazione del libro “Quelle sere d’estate” di Massimo Lolli
Sono intervenuti all’appuntamento oltre all’autore, il prof. Antonio Moretti, il sig. Santino Nori Presidente CSA, P. Angelo Di Giorgio Ofm conv. già doc. Lettere e Filosofia e don Bruno Durante parroco a Piglio 1978-2000.
Il libro è un insieme di “piccoli racconti vissuti in prima persona, ricordi tramandati dai genitori e familiari, calati nella realtà contadina, soprattutto negli anni 60 e 70 del secolo scorso”.
Piero Federici che ha letto il libro dice che: “l’autore è stato in grado di trascinare il lettore, racconto dopo racconto in un viaggio di ricordi emozionante e senza tempo.
Da leggere assolutamente.
Consigliato ai giovani di ieri per rivivere quegli anni, forse con un pizzico di nostalgia e ai giovani di oggi per scoprire come bastava poco per essere felici
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Primo “Trattoraduno” a Piglio.

Una giornata di festa è stata quella del primo “Trattoraduno” che si è svolto domenica 7 aprile 2024 a Piglio,
Un evento organizzato da Nicola Ciervo, da David Colavecchi e da Carlo Ciervo.
La coloratissima carovana dei trattori si è disposta lungo il Viale Umberto I° del centro storico di Piglio.
Dopo una foto ricordo i partecipanti a bordo del proprio trattore hanno sfilato lungo le strade provinciali del nord ciociaria.
La carovana dopo un aperitivo presso l’azienda vitivinicola Petrucca e Vela è giunta all’agriturismo Andalù dove hanno degustato un ottimo pranzo.
Un evento organizzato nei minimi dettagli e pertanto perfettamente riuscito per l’impegno da parte di tutti i partecipanti che si sono dati l’appuntamento al prossimo “Trattoraduno” che si terrà nel 2025.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, ricordato P. Quirico Pignalberi

Su iniziativa di Tiziana Salvatori, presidente del gruppo M.I. ven. P. Quirico Pignalberi è stato ricordato il 30 marzo 2024 alle ore 16,00 P. Quirico con la recita del santo Rosario nella cappellina del Sacro Cuore in ricordo del 39° anniversario della traslazione della salma da Serrone suo paese natale al convento di san Lorenzo.
A P. Quirico Pignalberi è stata dedicata anche questa poesia, scritta il 30 marzo 1985 da Alessandro Pietrangeli.
Ne riportiamo il testo:
Padre Quirico Pignalberi
uno dei Santi veri;
Maestro di catechismo,
di vero altruismo…
Natio del Serrone
san Francesco la sua passione;
a san Lorenzo S. Cuore,
la sua dimora, il suo amore….
Un uomo di vero talento
viveva in questo convento;
alle pendici dei nostri monti,
pregava come il beato Conti!
Candido come un giglio
amava tanto Piglio;
onore di questo Paese.
povero, umile senza pretese…
Pieno di virtù
lavorava per Gesù;
il Presepe i suoi valori
padre Quirico i suoi splendori;
Un martire della fede
gli ultimi anni cambiò sede;
Anzio vicino al mare
l’ultimo suo Altare…
Un frate minore
consacrato al Sacro Cuore;
in questa umile cappella
una Croce, una Stella
autore Alessandro Pietrangeli
Piglio 30 marzo 1985
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, L’artistica porta vetrata ella chiesa di san Lorenzo compie 12 anni

L’artistica “Porta Vetrata”, commissionata da P. Taddeo Mikoda, progettata da P. Paolo Bocci, frate Francescano Conventuale di Osimo e realizzata dalla Ditta Pinzauti di Firenze, benedetta nel 2012 dal Vescovo diocesano, Mons. Lorenzo Loppa, e dal Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali, Padre Vittorio Trani compie dodici anni.
La “Porta Vetrata”, opera di fede e d’amore, è stata donata dal popolo pigliese e dai devoti del Beato Andrea Conti.
Nella parte alta è raffigurato Gesù Glorioso con le braccia aperte, tese per abbracciare il mondo con tutta la sua umanità e con tutta la sua solenne divinità, contornato da due angeli in posizione orante e dal suo corpo, su cui sono visibili i segni della passione, scendono fasci luminosi ad irradiare le figure del beato Andrea Conti e di san Lorenzo martire (patrono di Piglio), poste sulle due parti basse, una a destra e una a sinistra della Vetrata centrale. Dalla vetrata si accede nella chiesa: l’espressione ed il gesto del braccio delle due figure invitano ad andare verso Gesù, fonte della vita.
La luminosità, le appropriate sfumature di colore e l’espressività di sguardi e di gesti rendono veramente bella quest’opera.
Nella parte alta dell’entrata, superiore all’organo, si trova una finestra, visibile solo dall’altare maggiore.
Gli ideatori hanno fatto raffigurare, sempre con una vetrata policroma, l’immagine di una colomba in volo, simbolo dello Spirito Santo, dalle cui ali provengono fasci di luce diretti verso il basso.
La particolarità, notata da Giorgio Alessandro Pacetti, l’8 marzo 2024 dopo la Via Crucis, è che questa immagine si rifrange splendente sulla foto di Gesù miracoloso posta sulla porta della sagrestia e visibile dal centro della chiesa di pianta ovale.
L’effetto, assolutamente suggestivo e pieno di significato, è visibile osservando il quadro di Gesù solo dal centro dell’edificio, sotto la cupola.
Chissà se il progettista ha immaginato questa coincidenza:
il quadro del Gesù Misericordioso, in fin dei conti, è stato posto sulla porta della sagrestia subito dopo che papa San Giovanni Paolo II ha istituito la festa della Divina Misericordia e la posa è quindi anteriore alla realizzazione delle due vetrate in questione.
Eppure, entrando in chiesa e percorrendo pochi passi verso il centro, lo sguardo è attratto dalla zona presbiteriale, bianca e luminosa, mentre solo spostandolo verso sinistra si nota la splendida colomba quasi uscire dal quadro che la rifrange, in grande bellezza, direttamente dall’immagine di Gesù.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, I giorni del ricordo nell’80° anniversario.  12 febbraio 1944 il naufragio dell’Oria:

Sul piroscafo norvegese Oria, requisito dai tedeschi, c’erano oltre 4000 italiani che vi hanno perso la vita tra questi due pigliesi Angelo Atturo e Antonio Saccucci nato a Piglio il 17 gennaio 1919.
 Giovedì santo 6 aprile 1944:
alla presenza del questore di Frosinone, di un funzionario della Prefettura e del Commissario prefettizio di Piglio, vennero fucilati in contrada Mole di Paliano, Antonio Colavecchi, Pietro, Romolo, Alfredo e Alessandro Dell’Omo.
Sabato santo 8 aprile 1944 alle ore 10 in punto;
a seguito dell’incursione aerea, perdevano la vita: Angela Atturo, Maria De Santis, Adele Felli, Clorinda Felli, Alessandro e Mario Graziani, Colomba Loreti, Nazzarena Mapponi, Luigi Martucci, Matilde Neccia e Lina Tufi.
12 maggio 1944 ore 18,15:
una formazione di dodici aeroplani bombardieri questa volta americani, effettuarono un violento bombardamento tra i conventi di San Giovanni e di San Lorenzo distruggendo le due chiese e i due conventi così come descritti nelle relazioni da P. Costantino Trionfera e da P. Quirico Pignalberi superiori di allora.
Persero la vita una decina di persone tra frati e civili il cui ricordo è stato immortalato nella lapide posta nella navata centrale della chiesa di San Giovanni.
29 maggio 1944
un aereo americano nel sorvolare i prati di Santo Biagio, dove ora inizia il cammino contemplativo di San Giovanni Paolo II, sganciò una bomba su una casa cantoniera e persero la vita i coniugi Cecili.
Le giornate del 12 febbraio, del 6 aprile, dell’8 aprile, del 12 e del 29 maggio 1944 devono servire a noi per riflettere e consolidare quei sentimenti forti di ambasciatori di Pace nel Mondo.
Solo così sarà possibile conservare la pace nella nostra terra e non vanificare i morti, i lutti e le distruzioni.
Le grida di oggi sono le grida di una storia che, purtroppo, si ripete-
Ci ricorda papa Francesco, che le guerre sono una follia senza ritorno, una bestemmia a Dio, un segno della prepotenza e della volontà di dominio dell’uomo sull’uomo (homo homini lupus!!).
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Una Colomba si è aggiunta al quadro di Gesù Miracoloso nella chiesa di san Lorenzo.

Gesù chiese a Suor Faustina Kowalska (beatificata il 30 aprile 2000) l’istituzione della festa della Divina Misericordia, esprimendosi così:
Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la festa della mia Misericordia.
L’anima, che in quel giorno si confesserà e si comunicherà, otterrà piena remissione delle colpe e delle pene.
Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa“.”
E le anime che divulgano il culto della mia misericordia, Io le difendo per tutta la vita come una tenera madre difende il suo figlioletto e, nell’ora della morte, non sarò Giudice con loro, bensì il Salvatore misericordioso.
In quest’ultima ora, l’anima non ha nulla a sua difesa, oltre la mia misericordia.
Felice l’anima che, durante la vita, si è immersa nella fonte della misericordia, perché non sarà attinta dalla giustizia“-
Fin qui la storia dell’istituzione della festa della Divina Misericordia che quest’anno ci celebra in tutte le chiese del mondo domenica 7 aprile.
Nella chiesa di San Lorenzo è collocato un quadro di Gesù Miracoloso, rappresentato con i raggi del Sangue e dell’Acqua che sgorgarono quando il Cuore di Gesù fu trafitto dalla lancia, sulla Croce.
Il quadro è ben visibile tra l’altare maggiore e quello del beato Andrea.
Tra il raggio bianco, che rappresenta l’acqua che purifica le anime, e quello rosso, che manifesta il sangue che è la vita delle anime, si riflette l’immagine di una Colomba, dipinta sul vetro della finestra posta nella facciata centrale e illuminata dai raggi del sole, che rappresenta lo Spirito Santo.
Questo simbolo di purezza e innocenza si rispecchia sul quadro soltanto osservandolo da un determinato punto della navata centrale della Chiesa di San Lorenzo.
Questo suggestivo effetto è stato fatto notare ai fedeli che hanno partecipato alle Via Crucis, guidate da P. Angelo e da P. Gabriele, da Giorgio Alessandro Pacetti come da foto allegate”.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Un’altra professione scomparsa a Piglio è l’ostetrica condotta

A Piglio l’ostetrica o levatrice era chiamata “mammana”.
Essa aveva un ruolo molto importante fino a pochi decenni fa, svolgendo le mansioni del ginecologo.
Fino al 1979 le donne pigliesi in dolce attesa, non venivano ricoverate negli ospedali o nelle cliniche per dare alla luce un figlio. Partorivano in casa, aiutate appunto dalla mammana che, per la notorietà del ruolo svolto, resta una particolare figura nella storia del paese.
L’ultima ostetrica a Piglio è stata Carolina Bosco nata a Torre dei Passeri (Pescara) nel 1911 proveniente da Camerino (Macerata).
Dopo aver seguito con grande profitto gli studi di Ostetricia nell’Università di Camerino, aveva vinto il concorso di “levatrice” per esercitare la sua professione nel territorio pigliese.
Ben preparata professionalmente, piena di entusiasmo e di slancio umano. Doti caratteristiche della sua personalità che avevano sempre animato ogni sua azione. Conquistò in brevissimo tempo la fiducia della popolazione, principalmente delle donne che a lei si rivolgevano per consigli sulla gravidanza o nella imminenza del parto.
Pur di fronte a molteplici avversità e rivalità ambientali e professionali è stata sempre pronta, corretta e disponibile nelle ore del giorno e della notte. Anche durante l’infuriare della guerra e dei bombardamenti.
La “mammana” Carolina, principalmente a piedi o a cavallo di muli e di asini. Raggiungeva le abitazioni delle partorienti, dislocate nel centro storico, in periferia e nelle lontane contrade del vasto territorio comunale. In quei cascinali approntava sane e pulite sale operatorie, coadiuvata e guidata a volte dal dott. Luigi Fargnoli di Pignataro Interamna.
Nei suoi 40 anni di onorato servizio dal 1939 al 1979 ha aiutato a nascere migliaia e migliaia di bambini.
Lo ricordò ai presenti il parroco don Bruno Durante nell’omelia della Messa funebre.
Carolina Bosco nell’anno 1988 era stata premiata dall’ostetrica Tilde Fiore, presidente dell’Ordine Provinciale delle ostetriche di Frosinone, insieme ad altre sei colleghe. Un riconoscimento per aver dato “una vita per la vita nascente” nel corso di una cerimonia altamente commovente.
La “mammana” Carolina, vedova Ambrosetti, scomparsa nel 1989, all’età di 78 anni con la commozione e il ricordo di tutti i concittadini, avrebbe compiuto i suoi 113 anni proprio quest’anno.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Sulle orme di San Giovanni Paolo II, di San Massimiliano Kolbe, del B. Andrea Conti e del ven. P. Quirico Pignalberi,

Esistono a Piglio 4 itinerari di fede e di spiritualità da valorizzare e da apprezzare in occasione dell’Anno Santo 2025.
Il primo cammino è quello che fece San Giovanni Paolo II in loc. Santo Biagio, che dista appena due chilometri dal Santuario della Madonna del Monte, ed è un passaggio intermedio dei pellegrinaggi verso il Santuario della SS. Trinità e della Via Francigena.
Papa Wojtyla, dopo aver pranzato con i suoi collaboratori e riposato in una tenda verde, quasi invisibile, in assoluta tranquillità, si era messo a pregare mentre tutta la zona circostante era stata presidiata da pattuglie di forze dell’ordine che avevano impedito ai curiosi accorsi sul posto in moltitudine, ma anche a talune autorità locali, di incontrare personalmente il Santo Padre dopo che si era diffusa la notizia della sua presenza nel territorio pigliese.
In ricordo di quella visita, la civica amministrazione, allora capeggiata dal dott. Tommaso Cittadini, aveva installato nei prati di Santo Biagio (30 Aprile 2011) una Statua in resina e due stele di marmo bianco del compianto artista Egidio Ambrosetti nonché un cammino contemplativo con le frasi storiche di Karol Wojtyla riportate su dei sassi lungo il percorso.
Successivamente, nel 2013, è stata realizzata, sempre lungo il cammino contemplativo, una Via Crucis con installazioni in ferro dell’artista scultore Adamo Dell’Orco grazie al contributo di alcune famiglie di Piglio e di altri paesi limitrofi.
Questo luogo ameno e suggestivo a ridosso di un laghetto richiama periodicamente numerosi fedeli della diocesi per rendere omaggio ad un Papa amatissimo, soprattutto tra i giovani di allora che con lui sono cresciuti, il quale ha fortemente contribuito alla pace nel Mondo promuovendo il dialogo interreligioso con profonda convinzione.
Il secondo cammino è quello di San Massimiliano Kolbe effettuato nel febbraio 1937, dal bivio della strada provinciale Piglio Altipiani di Arcinazzo al sacro convento di San Lorenzo, che ricorda la visita al suo amico fraterno P. Quirico Pignalberi, maestro dei novizi e cofondatore della Milizia Immacolata.
Quello del Beato Andrea Conti, terzo cammino, ricorda il percorso effettuato nel 1260 dal predetto Beato che partì da Anagni, sua città natale, e percorrendo mulattiere e stradine di campagna tra filari di vite cesanese, arrivò a Piglio sino al convento di San Lorenzo ove le sue sacre spoglie sono tuttora conservate in una urna di legno posta sotto l’altare a lui dedicato nella settecentesca chiesa del convento.
Infine, il cammino del ven. P. Quirico Pignalberi, ultimo dei quattro itinerari, ricorda il percorso da La Forma, località Collepetto, dove il venerabile è nato, al convento di San Lorenzo attraverso un percorso tra gli uliveti in località Castellano.
Lungo questo percorso, il venerabile fece tappa presso la chiesa del Sacro Cuore a La Forma, luogo in cui venne battezzato, e alla chiesa di San Pietro al Serrone, luogo in cui ricevette la Cresima.
Tuttora le sue spoglie si trovano all’interno della cappellina del Sacro Cuore, situata presso l’amato e storico convento di San Lorenzo.
Questi 4 cammini fungono da strumenti di comunicazione veicolando un’immagine distintiva del territorio, della sua identità, qualità e cultura valorizzandone i prodotti tipici e coniugando il tutto attraverso un’esperienza religiosa e turistica.
E’ fondamentale questo concetto di un turismo legato al percorso religioso-enogastronomico che viene considerato ormai una componente essenziale e autentica  esperienza turistica in prossimità del Giubileo 2025.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, 80 anni fa le bombe su Piglio

Tre sono state le incursioni aeree che hanno interessato il territorio di Piglio nel 1944 e precisamente: quelle dell’8 aprile, del 12 maggio e del 29 maggio.
I guai per il popolo pigliese, infatti, iniziarono 80 anni fa, il 18 Marzo del 1944, quando fu colpito a morte un soldato tedesco in località “Pompiano”.
La tanto sospirata grazia da parte del maresciallo Kesserling arrivò pochi istanti prima che il plotone di esecuzione si avviasse con dieci ostaggi e raggiungesse il luogo della esecuzione capitale.
Grazie all’interessamento del compianto mons. Attilio Adinolfi, vescovo di Anagni, del padre gesuita Hiemer, professore al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni e di don Filippo Passa che si adoperarono presso quelle autorità negli alti comandi tedeschi di Roma a chiedere salvezza e strappare alla morte giovani innocenti.
Il numero delle vittime fu ridotto da dieci a cinque, fucilati il 6 Aprile ’44 in località “Mole di Paliano” quasi tutti membri della stessa famiglia Dell’Omo.
 Questi i loro nominativi: Pietro, Romolo, Alfredo, Alessando Dell’Omo e Antonio Colavecchi, i cui corpi sono stati sepolti nel cimitero di Paliano.
Successivamente, l’8 Aprile alle ore 10 in punto a seguito dell’incursione aerea, perdevano la vita altre 10 persone e precisamente: Angela Atturo, Maria De Santis, Adele Felli, Clorinda Felli, Alessandro Graziani, Colomba Loreti, Nazzarena Mapponi, Luigi Martucci, Matilde Neccia e Lina Tufi.
Mentre il bombardamento dell’8 aprile è stato di matrice tedesca quelli del 12 maggio e del 29 maggio furono di matrice statunitense per un tragico errore come fu quello di Montecassino.
A due passi dal convento di San Lorenzo, c’è ancora un residuo bellico che ricorda ai posteri la data del 12 Maggio 1944 quando una formazione di dodici aeroplani bombardieri americani, effettuarono alle ore 18,15 un violento bombardamento tra i conventi di San Giovanni e di San Lorenzo distruggendo le due chiese e i due conventi così come descritti nelle relazioni da P. Costantino Trionfera e da P. Quirico Pignalberi superiori di allora.
A rimetterci furono perciò i due conventi dove fino a qualche giorno prima erano alloggiate le truppe tedesche.
Persero la vita per l’occasione una decina di persone tra frati e civili il cui ricordo è stato immortalato nella lapide posta nella navata centrale della chiesa di San Giovanni.
Infine quello del 29 maggio 1944 quando un aereo americano nel sorvolare i prati di Santo Biagio, dove ora inizia il cammino contemplativo di San Giovanni Paolo II, sganciò una bomba su una casa cantoniera e persero la vita i coniugi Cecili.
A distanza di anni il ricordo tende a farsi sbiadito e rischia di rimanere sempre più una pagina ingiallita di storia lontana.
Moltissimi dei protagonisti negativi di quei bombardamenti, i nostri genitori, zii e nonni, non ci sono più e così ora si fatica anche a tramandarla oralmente alle nuove generazioni a distanza di 80 anni.
Eppure il ricordo, come per la Shoah e per le Foibe, non può e non deve affievolirsi, perché in questo caso si vanificherebbe anche il formidabile monito che può venire alle nuove e future generazioni i cui familiari hanno subito in prima persona il dramma della guerra, il frutto dell’odio e della prevaricazione.
Oggi più che mai bisogna riscoprire e rafforzare quei valori universali che tutelano la dignità delle persone, la pace e la fratellanza, sentimenti che, per quanto ci riguarda, nascono dalle profonde radici cristiane che sono la base dell’azione quotidiana delle nostre famiglie.
Le date dell’8 aprile, del 12 Maggio e del 29 maggio devono servire, quindi, a noi impotenti nel decidere le sorti del mondo, per riflettere e consolidare quei sentimenti forti di ambasciatori di Pace nel Mondo per impegnarci giornalmente anche ad aiutare i più bisognosi e i disagiati, ma anche gli sfortunati che in questo periodo sono stati vittime di guerre, di terremoti naturali, devastazioni e pandemie.
Solo così sarà possibile conservare la pace nella nostra terra e non vanificare i morti, i lutti e le distruzioni a causa delle guerre.
Giorgio Alessandro Pacetti

PIGLIO, Con la Domenica delle Palme si è dato inizio alle sacre rappresentazioni, della settimana santa. .

Nella chiesa di san Rocco-Madonna della Valle c’è stata la benedizione delle palme e successivamente è seguita una processione che è stata guidata dalla confraternita di Sant’Antonio per raggiungere la parrocchia di San Giovanni per la celebrazione della Santa Messa delle ore 10,00.
Nella chiesa di san Lorenzo, alle ore 9,15, P. Gabriele ha benedetto i rami d’ulivo davanti la chiesa settecentesca dove è seguita la celebrazione la Santa Messa delle ore 9,30.
Nella chiesa di Santa Lucia c’è stata la benedizione dei rami d’ulivo e successivamente è seguita la consueta processione che è stata guidata dalle Confraternite dell’Oratorio e della Madonna delle Rose dalla chiesa di santa Lucia alla collegiata Santa Maria Assunta, per la celebrazione della Santa Messa delle ore 11,00 alla quale ha partecipato la comunità del centro storico.
Con queste tre processioni si è dato inizio alle sacre rappresentazioni della settimana Santa che sarà ricca di tradizioni culturali e spirituali della più venerabile antichità.
Giorgio Alessandro Pacetti
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